Waiting for the next Truck

Migrants in Patras (foto: Dario Cestaro)

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Un altro ingresso in Shoot4Change, un’altra storia importante e, per moltissimi, sconosciuta. Diamo il benvenuto nel gruppo a Dario Cestaro, impegnato da tempo nel rilevare i controsensi interni dell’UE nella questione dei flussi migratori, valutarndone le conseguenze e portando alla luce le tante zone d’ombra e di disagio sociale.

A breve, verrà presentato un documentario di Dario ed altri colleghi su questo tema ma cominciamo oggi ad introdurre un tema che, sicuramente, rientra tra i più scottanti nell’agenda politica europea.

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Per molti Patrasso è solo l’inizio o la fine di una vacanza, non serve andare lontano perchè la grecia è in europa.

Grandi navi, navi veloci, navi lussuose ogni giorno, più volte al giorno, scaricano orde di turisti.

Ma non per tutti questo paese è un inizio, molta gente è qui in transito, c’è chi viene da molto lontano, e vorrebbe andare molto lontano, c’è chi viaggia a piedi, c’è chi racconta di trafficanti, cadaveri e carovane.

C’è chi scappa da guerre e c’è chi lo ha anche dimenticato, c’è chi è troppo piccolo per sapere di essere un rifugiato politico, c’è chi scappa dalla fame e chi dal disonore, c’è chi racconta della propria avventura con lo stesso spirito di chi parte con gli amici l’estate dopo il diploma.

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A Patrasso c’è chi il viaggio in Italia lo ha fatto sei o sette volte, c’è chi è stato preso dalla sua calda casa in Norvegia ed è stato risbattuto in Grecia senza un soldo, senza telefono.

A Patrasso c’è chi viene dall’Afghanistan, c’è anche chi viene dall’Iraq, dall’Africa o dal nord-Africa.

La storia che Dario Cestaro presenta altro non è che una giornata con i ragazzi Afghani, dal risveglio fino ai tentativi serali di scavalcare le reti per accedere alla zona portuale, l’obiettivo è  infilarsi sotto un camion senza essere visti.

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Ma la differenza tra chi scappa e tra chi cerca è netta; chi scappa si accontenta di un luogo sicuro dove vivere, intere famiglie di rifugiati afghani spesso si stabiliscono lungo la rotta, in turchia, o ad atene, e solo i più giovani e i più forti sono in grado di continuare.

Dicono che non ci vuole molto per arrivare in Grecia, se sei curdo iracheno ci puoi mettere anche solo due settimane.

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Ma cosa ci si può portare dietro se una tappa diventasse una parentesi di mesi o anche di anni?

Cosa si può portare con sé, se si intende viaggiare per più di venti ore attaccati sotto un camion?

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CHI E’ DARIO CESTARO

Dario Cestaro, nato nel 1981 in Italia, laureato in “comunicazione internazionale”.

Nel 2010 con il nome “planetdario” espone al “FotoGrafia festival” di Roma e al “berliner kunstsalon” portando due distinte linee di ricerca che sviluppava dal 2008

Sempre nel 2010 si avvicina al documentario sociale, da cui estrae alcuni reportage fotografici.

Partendo dal contesto italiano, passando per quello greco, l’obiettivo è rilevare i controsensi interni dell’UE nella questione dei flussi migratori e valutarne le conseguenze.

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(ENGLISH)

Waiting for the next Truck – Migrants in Patras (photos: Dario Cestaro)

Another entry in Shoot4Change, another important story and, for many, an unknown one.

We welcome  Dario Cestaro, 29, who is currently committed  in investigating  the internal contradictions of the European Union on the issue of migration,  bringing to light the many gray areas and social suffering.

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In the following weeks, Dario will present a full video documentary on this issue but now we begin to introduce this  theme that certainly is one of the hottest ones in EU political Agenda.

For many Patras (Greece) is just the beginning or the end of a holiday, you do not need to go far away,  because Greece is in Europe.

Large ships, fast ships, luxury ships…. every day, several times a day, downloading hordes of tourists.

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But not for everybody this country is a start;  many peopleare  there  in transit;  there are those who come from far away, and would like to go further ahead;  there are those who travel by foot; some report on  traffickers, and corpses caravans.

Some people run away from war and some even forgot why; there are those who are too young to know to be a political refugee;  some run away from hunger and from dishonor, someone tells their own adventure with the same spirit of those who share with friends the summer after graduation.

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In Patras, there are those who tried the travel six or seven times and those who  left  his warm home to make to   Norway only to bounce back to Greece with no money, no telephone. Nothing. 
 
In Patras, many are from Afghanistan, Iraq,  Africa, Maghreb.

What Dario Cestaro reports to us is nothing but a day spent with the young Afghani refugees; from waking up in the morning to night attempts to bypass the networks to access the port area: the goal is to get under a truck without being seen.But the difference between those who run away and  those who try is clear: they are glad to run awayto a  safe place where to live; whole families of Afghan refugees often settle along the route to Turkey or Athens, and only the youngest and strong are able to continue.

They say it does not take long to get to Greece: if you are  Kurdish Iraqi you can make it in  just two weeks.

 

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But what do you bring with you if a “stop over”  become a lapse of months or even years?

What can you bring with you, if  you plan to travel for more than twenty hours stuck under a truck?

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WHO IS DARIO CESTARO

Dario Cestaro, 29, was born in Italy. In 2008 he graduate in “International Communication”.

In 2010, with the nickname of “planetdario” he performed in Rome at “FotoGrafia festival” and in Berlin at the” Berliner Kunstsalon” developing two separate lines of visual research.

In 2010 he also approached social documentation.




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