Questa è la storia di Meri

(testo e foto: Ornella Mazzola/S4C)

 “Stai chiagnen nata vot ma pecchè nu l’è lassat

Tu si scem si cretin tu si tropp nnamurat

Quanti vot tu l’aspiett ma nu torn manc a nott

Nun t’accuorg ca t mett cumm foss nu cappott

Cagn tutt i ser liett quanta corn ca ta fatt

Ca stai mal se ne fott non u vir ca ta fatt

È arrogante e prepotente chill è n’fam e n’omm e nient

Chill è surd e nun t sent nun i tten i sentiment” 

da Ragione e sentimento di Maria Nazionale

Questa è la storia di Meri. Meri ha 30 anni, un marito e quattro figli in ordine decrescente. Con i primi soldi guadagnati, si era ripromessa da bambina, avrebbe comprato uno stereo gigante, il più grande mai fabbricato. E quel giorno, in effetti, è arrivato davvero. La felicità per Meri è accendere il suo stereo, sentire a tutto volume le canzoni strappalacrime di Maria Nazionale, cantare a squarciagola “Ragione e sentimento”, tutta in napoletano stretto.

Piange, ride, si annebbia, canta, balla, si aggroviglia tre le tende, poi diventa madre, la più premurosa del mondo. Le piace il batticuore che l’assale quando il dramma delle note raggiunge il picco lacrimevole, quelle note che la fanno pensare alla sua vita, all’amore che delude, a una madre assente che vorrebbe riabbracciare, e le si riempiono gli occhi di sale e zucchero. Meri è struggente quanto una canzone napoletana. E’ nata alla Vucciria, cresciuta a Borgo Nuovo e diventata adulta allo Zen di Palermo.

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I soldi sono pochi, pochissimi, la casa è piccola, il lettone è un parco-giochi. Per vivere pulisce tutte le notti la casa di una anziana signora, un lavoro che la massacra, ma la pulizia è il chiodo fisso di Meri, se esistesse al mondo una gara di pulizie, a lei non la batterebbe nessuno. Da piccola non viveva in una casa pulita, si sentiva sempre sporca, Meri non sopporta il disordine. C’è chi ha la fobia dei ragni, chi degli spazi aperti e Meri ha paura di sentirsi sporca.

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Vive la condizione di crisi da quando è nata, quella attuale la fa sorridere, perché ora, chi non era povero, può capire cosa vuol dire sopravvivere, ma lei sembra non preoccuparsene, ha con sé i suoi piccoli scalmanati e Maria Nazionale. Quando si entra a casa sua, si sente un intenso profumo di lavanda, e le risate dei bambini per le scale. Questa è la storia di Mery. Ornella Mazzola/S4C   [youtube_sc url=”http://youtu.be/GGPOXPFCCgs” autoplay=”0″]




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