La Notte dei senza dimora 2010

[ENGLISH EXCERPT: last week, throughout Italy, several volunteers Associations organised the Homeless Night. Once a year, the homeless issue is covered by national media and discussed. Those volunteers cooked dinner, threw parties and live music and, most of all, spent the night with them, in sleeping bags under the sky. Nothing romantic, of course. A bitter taste of what it means to live on the margins of our societies. Shoot 4 Change attended the events in Rome, Milano, Bologna and Bari and these galleries are the signs that a civic counsciousness is still alive. Weak, but alive….]

(testo: Vanessa Postacchini/S4C)

E’ un diritto vivere, ma non in mezzo a una strada, noi senza fissa dimora siamo esseri umani come voi, non nascondetevi dietro le finestre.” Più umanità e meno indifferenza, perché quasi mai si sceglie di vivere in strada, questo è l’appello lanciato per sé e per quanti si trovano nella sua condizione da Tiziano, che domenica 17 ottobre si è fatto portavoce di tutti gli homeless che hanno partecipato all’edizione romana della Notte dei Senza Dimora 2010. Tiziano, la cui vita è andata in frantumi lo scorso maggio, quando moglie e figli sono rimasti uccisi in un incidente d’auto. E lui, che faceva lo scaricatore presso l’aeroporto di Ciampino, dopo aver pagato in passato i suoi guai con la giustizia, ha vissuto un momento di forte crisi personale, perdendo il suo impiego e un tetto sotto cui ripararsi. Oggi lavora in un bar, ma non guadagna abbastanza da potersi permettere una stanza.

Più di 400 le persone intervenute alla Notte dei Senza Dimora capitolina, nella piazza centrale di San Lorenzo, e circa 60 coloro che vi hanno anche dormito, homeless a tempo pieno o solo per una notte.

Damiano.... (clicca qui per la galleria dei volti della Notte dei senza dimora)

E’ stata una serata all’insegna della convivialità, condita da musica, parole e fotografia, un’iniziativa provocatoria e concreta organizzata da un coordinamento di associazioni guidate da Girolamo Grammatico, nella Giornata mondiale della lotta alla povertà, per sensibilizzare sulle condizioni dei senza dimora – una definizione che in realtà raccoglie tante situazioni diverse – , condividerne il disagio e sradicare pregiudizi duri a morire, nonché denunciare la mancanza di assistenza da parte delle istituzioni. Da un conteggio compiuto durante l’iniziativa dall’Osservatorio Nazionale Disagio Sociale, in 42 stazioni romane, grazie all’Help Center Mobile, è emerso che sono circa 400 i senza dimora che vi trascorrono la notte, di cui 150 solo a Ostiense, soprattutto ragazzi afgani.

Bologna senza dimora...

Quest’anno l’appuntamento è stato inoltre accompagnato dal workshop “Non è solo un tetto”, una giornata per e con gli homeless, caratterizzata da dibattiti, documentari e teatro-reportage, che si è svolta sabato 16 ottobre presso l’Antico Ospedale San Gallicano, sede dell’Istituto Nazionale Migranti e Povertà. Protagonisti proprio loro, i senza dimora, che, con coraggio e dignità, hanno preso la parola e raccontato le storie difficili della loro vita. Per il secondo anno, presenti alle due giornate anche i volontari di S4C, che ancora una volta si sono impegnati per ridare visibilità a chi non ne ha più. Molti, in particolare, gli homeless che domenica si sono avvicinati curiosi al nostro stand per farsi ritrarre, con un cartello con cui lanciare il loro messaggio al mondo.

A Milano la pioggia ha rovinato tutto...Ma non l'entusiasmo e l'impegno

Roberto, 37 anni, origini salentine e capelli rossi, è in strada da quando ne aveva appena 4, costretto a mendicare e ad essere protagonista di film pedopornografici dal padre, dopo aver scoperto il tradimento della moglie. A 15 anni, senza mai essere andato a scuola, la liberazione dal giogo paterno, con la decisione di rimanere comunque a vivere per strada, visto che, secondo lui, non vale la pena avere un lavoro “normale” per guadagnare solo 600-700 euro: ora fa il lavavetri presso un semaforo a Morena, e “nel mio piccolo – dice – sto benino”.

Girano in coppia Damiano e Renato, verace l’uno, romano di adozione, aspetto e modi signorili l’altro, rientrato in Italia da due mesi e mezzo, accompagnato solo da una valigia, dopo 45 anni  in Sudafrica, in seguito a problemi in affari e con la famiglia. “Voglio la dentiera”, scrive ironicamente Damiano sul suo cartello, finito in strada dopo il divorzio dalla moglie. Renato, invece, ha trovato di nuovo una “felicissima famiglia” in quelli del Binario ’95: è friulano, ma preferisce vivere nell’allegra Roma, dove, mentre si tiene in forma con lo sport,  spera che il suo inglese gli permetta di trovare lavoro presso qualche albergo.

“Voglio dormire in un letto, no sul treno”, questo il messaggio di Giovanni, che, proprietario un tempo di due macellerie in Sicilia, è finito per strada a causa dei suoi vizi, il gioco e l’alcol, che purtroppo continua a fargli compagnia, e che rappresenta una vera piaga tra gli homeless. Dopo essere stato cacciato dal Forlanini, dove si era costruito una vera stanza da letto nella camera mortuaria, ora passa la notte sui treni. Chiede un tetto anche Franco, lavoro da “centurione” al Colosseo. Da giovanissimo ha fatto il cinema, poi non l’hanno più chiamato, in seguito una malattia ha peggiorato le sue condizioni. Oggi prende 250 euro di pensione, ma deve pagarne 400 di affitto.

Giovanni

Non mancano gli stranieri, come Slatan, Oro in italiano, scappato dalla Serbia pur di non combattere durante la guerra, che avrebbe bisogno di mangiare con regolarità visto che è affetto da diabete, e invece non sempre ci riesce. Cerca lavoro come operatore socio-sanitario, però non lo trova in quanto non in regola, “ma – chiede – cosa c’entra il mangiare con il permesso di soggiorno?”.

Zlatan

Riza , laureato in medicina, nel ’99 è invece scappato dal Kosovo, dove è stato anche responsabile di una base Nato. Nel nostro paese ha ottenuto asilo politico, nonché il riconoscimento della propria laurea, però non riesce a trovare lavoro e da due settimane trascorre la notte in dormitorio. Ha incontrato “molta dignità”, ma anche situazioni allucinanti alla stazione Termini, dove “persone crepavano per strada e nessuno si preoccupava”. Infine Marilù, originaria del Perù, che chiede per gli homeless di “essere ascoltati come essere umani, è necessario risolvere i problemi legati a casa, salute ed educazione, qui ci sono soprattutto molti giovani in difficoltà”.

L’auspicio è che dopo queste due giornate non siamo più gli stessi, una volta compreso che un senza dimora è una persona, proprio come noi, che però non ha avuto la fortuna di avere una rete familiare che lo mettesse al riparo dagli eventuali disagi della vita. Ma le istituzioni dove sono? Non dovrebbero essere proprio loro a garantire una rete formale di protezione, uguale per tutti? Facciamoci sentire, il 25 ottobre, in occasione dell’avvio della costruzione del nuovo piano regolatore sociale capitolino, perché è tempo, soprattutto nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che siano i politici a farsi carico di tali problematiche, in senso progettuale e non solo emergenziale.

Vanessa Postacchini

[CLICCA QUI PER UNA SELEZIONE DELLE IMMAGINI DI QUEI DUE GIORNI]

[CLICCA QUI PER I VOLTI DELLA NOTTE DEI SENZA DIMORA 2010]

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Vorrei aggiungere solo qualche parola. Una sorta di editoriale all’interno di un articolo. Cosa singolare. Come singolare è stato tutto l’evento (cui peraltro S4C aveva già partecipato lo scorso anno a Roma e Milano). Ma sicuramente “plurale” è stata la partecipazione, la passione e l’entusiasmo.

Ero fuori e, mio malgrado, non ho potuto partecipare ne’ a Roma ne’ a Milano. Ma leggevo le tante email che i tanti fotografi di S4C si scambiavano. Non solo tra di loro (come è normale che sia, per coordinare una presenza in eventi del genere) ma anche con gli organizzatori dei diversi eventi.

Un intreccio interessante da un lato (perchè consolida un modello di partecipazione e di condivisione molto forte) ed entusiasmante dall’altro. A prescindere dal risultato tecnico delle immagini, ovviamente. Tutti bravi, bravissimi (anche considerate le condizioni ambientali: pioggia e freddo in molti casi).

Ammiro queste persone

AA

PS anche a Bari si è tenuta la Notte. Gianfranco Rotondo e Assunta Simone (appena entrata in S4C) hanno partecipato e la raccontano così (clicca per la gallery)




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