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Ho conosciuto i ragazzi di Sabbia

Ho conosciuto i ragazzi di “Sabbia” dal balconcino del 4° livello del Teatro Argentina.

Dall’alto li vedevo piccoli, vestiti in giacca elegante e pantaloni neri, si muovevano avanti e indietro per il palcoscenico, ma riempivano anche l’aria.

Senza parole, solo con i gesti.

“Perché spostare una sedia, può simboleggiare spostare la loro casa” afferma il regista

(foto: Ornella Mazzola/S4C)

(foto: Ornella Mazzola/S4C)

Da lassù potevo sentire il loro viaggio, anche se non conoscevo le loro storie.

Ho visto la partenza verso la Libia in cerca di un lavoro e di una vita, ho visto uomini governativi e non libici rubargli i pochi soldi che avevano addosso e trasferirli in carcere per due o tre mesi, fin quando non li ho intravisti vagare nelle città costiere in cerca di qualcosa e trovare uomini che vendevano aiuti che hanno la forma di barconi. Li ho visti terrorizzati davanti al mare che vedevano per la prima volta e ho sentito gli spari quando cercavano di scappare da quel destino.

Gli attori di “Sabbia” sono 20 rifugiati provenienti dall’Africa, ospiti del C.A.R.A. Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Castel Nuovo di Porto (Roma). Lo spettacolo è il risultato di nove mesi di un laboratorio teatrale.

(foto: Ornella Mazzola/S4C)

(foto: Ornella Mazzola/S4C)

Quando lo spettacolo è finito, i ragazzi dopo l’inchino hanno rotto le righe e dal balconcino del 4° livello del Teatro Argentina ho visto le loro lacrime di gioia, gli abbracci stretti, le mani giunte rivolte verso il cielo, qualcuno ha iniziato a ballare una danza africana liberatoria senza musica.

(foto: Ornella Mazzola/S4C)

(foto: Ornella Mazzola/S4C)

In quel momento ho capito cosa significasse per loro essere lì, su quel palcoscenico e, anche se la gente ormai stava andando via, non mi sono mossa dalla sedia fin quando anche l’ultimo attore non è sparito dalla linea d’orizzonte delle quinte.

Ieri ho conosciuto di persona questi ragazzi alla Città dell’altra Economia, erano lì per la Giornata del Rifugiato.

Mi sono sentita avvolta dalla loro presenza, cercavo di ricordare tutti i loro nomi mentre si presentavano sorridenti, ma la mia memoria non è buona, e loro ci hanno riso su.

Abbiamo iniziato a conoscerci, io ho fotografato loro per gioco e loro hanno fotografato me. E forse continueremo a farlo ancora.

Ornella Mazzola/S4C

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70x100_sabbia_okLo spettacolo è presentato da ArteStudio-progetto Teatroinfuga2015, In collaborazione con Teatro di Roma, Cane Pezzato, Cooperativa Auxilium.

Ideazione e Regia di Riccardo Vannucci di Artestudio, Assistenti al progetto: Elisa Menon, Alba Bartoli, Maria Sandrelli, Caterina Galloni, Daniele Cappelli, Flavia Meuti

 




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