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	<title>Shoot 4 Change &#187; violenza</title>
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		<title>Il paese dell’amoreIl paese dell’amore</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REPORTAGE]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Di Pasquale]]></category>
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		<description><![CDATA[(testo: Francesca Di Pasquale; foto: Alessandra Sicilia/S4C Palermo) “Il paese dell’amore”, ossia l’Italia dalla prospettiva nigeriana. La Sicilia, “l’Africa d’Italia”...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->(testo: Francesca Di Pasquale; foto: Alessandra Sicilia/S4C Palermo)</p>
<p>“Il paese dell’amore”, ossia l’Italia dalla prospettiva nigeriana. La Sicilia, “l’Africa d’Italia”. I miti sono duri a morire, si dice, travalicano le stagioni, le politiche, i cambiamenti sociali. Riemergono a cicli, si combattono con difficoltà, offuscano anche le più brutali evidenze. Loweth Edward, 22 anni, nigeriana è stata trovata morta il 5 febbraio 2012 a Palermo, in via Filippo Juvara, vicino ad un cassonetto della spazzatura. Favor Nike Adekunle, il 19 dicembre, è stata trovata carbonizzata in un paese della provincia di Palermo, Misilmeri, dopo essere stata uccisa, sembra, in città.</p>
<div id="attachment_8244" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/paesedellamore" target="_blank"><img class=" wp-image-8244   " title="7" src="https://img834.imageshack.us/img834/1930/71024x1024.jpg" alt="" width="614" height="614" /></a><p class="wp-caption-text">(ph: Alessandra Sicilia/S4C Palermo) cliccare per la photo-gallery</p></div>
<p>Il razzismo del “paese dell’amore” inizia ad occupare il dibattito pubblico. Il Sud Italia ne rimane in buona parte escluso, forse anche per una reiterazione di quell’immagine antica, che faceva dei meridionali essi stessi i barbari da correggere, gli imbarazzanti “africani” all’interno del territorio nazionale. Eppure i migranti che attraversano prima di tutto la Sicilia nel loro viaggio dall’altra sponda del Mediterraneo sono diventati anche qui sempre più <em>corpi</em> da nascondere, chiudere, respingere. L’uccisione di Loweth e Nike e le modalità con le quali si volevano eliminare i loro <em>corpi </em>diventano, tragicamente, paradigma di un progressivo imbarbarimento sociale che si nutre anche della negazione dell’‘altro’ sino alla sua disumanizzazione.</p>
<div id="attachment_8245" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/paesedellamore" target="_blank"><img class=" wp-image-8245  " title="3" src="https://img94.imageshack.us/img94/6376/31024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></a><p class="wp-caption-text">(ph: Alessandra Sicilia/S4C Palermo) cliccare per la photo-gallery</p></div>
<p style="text-align: left;">L’anno della crisi a Palermo è prima di tutto l’anno della violenza razzista. C’è un filo diretto che passa dalle leggi, si trasferisce agevolmente nei comportamenti dei pubblici ufficiali, protetti e coadiuvati da quei provvedimenti legislativi, per arrivare nelle menti e nella pancia della gente. L’11 febbraio 2011, Noureddine Adnane, venditore ambulante marocchino si è dato fuoco in seguito alle continue vessazioni subite dai vigili urbani fino al sequestro della sua merce; Noureddine muore dopo 8 giorni di agonia.</p>
<p>A giugno la procura invia un avviso di garanzia ad una decina di agenti e ispettori della polizia municipale accusati di calunnia, lesioni, abuso d&#8217;ufficio, falso ideologico e materiale: diversi venditori ambulanti stranieri avevano da tempo denunciato controlli esasperanti e sequestri abusivi. Il degrado e la criminalità dei tanti quartieri ghetto palermitani fanno il resto. La barbarie si manifesta nella maniera più brutale laddove si è già ‘ultimi’ nella geografia sociale ed economica della città e diventa violenza verso chi viene facilmente identificato come ancora più debole, per colore della pelle e permesso di soggiorno.</p>
<p>Il 21 ottobre dello scorso anno due cittadini tamil, Naguleashwaran Subramanian e Mohamai Yoganathan, vengono aggrediti alla Zisa; il pestaggio è violentissimo per entrambi, Naguleashwaran ricoverato per trauma cranico è fra la vita e la morte per diversi giorni. A distanza di appena una settimana un altro cittadino tamil è aggredito nello stesso quartiere ed anche lui sarà ricoverato in gravi condizioni. Il 18 febbraio scorso la violenza razzista si è trasferita in una delle vie principali dello struscio palermitano, via Principe Di Belmonte: una quindicina di ragazzi tra i 15 ed i 18 anni, verosimilmente provenienti da zone assai meno ricche della città, ha aggredito tre ambulanti nordafricani, cercando prima di sottrarre la loro merce e poi iniziando il pestaggio.</p>
<div id="attachment_8246" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/paesedellamore" target="_blank"><img class=" wp-image-8246  " title="10" src="https://img17.imageshack.us/img17/4767/101024x512.jpg" alt="" width="614" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">(ph: Alessandra Sicilia/S4C Palermo) cliccare per la photo-gallery</p></div>
<p>Il 16 febbraio la comunità nigeriana, e prima di tutto le amiche di Loweth e Nike, sono scese in piazza a Palermo per urlare il loro dolore e chiedere di restituire umanità a quei <em>corpi</em>. Non erano sole, c’era chi da anni vigila e denuncia il razzismo siciliano. Eppure la separazione esistente negli spazi della città fra palermitani e “palermitani altri” &#8211; ossia i numerosi migranti che vivono da tanti anni il capoluogo siciliano – si è riproposta anche in quella sfilata di denuncia e di dolore. In prima fila e separate dal resto del corteo, hanno manifestato con i loro canti, hanno celebrato secondo rituali precisi, unendosi attorno al ricordo delle amiche uccise; con la paura negli occhi nei confronti di una città nella quale vivono da straniere perenni, senza diritti e senza volto. Guardiamo in faccia queste donne, guardiamo la foto di Noureddine, guardiamo i tanti migranti che arrivano in Italia e cerchiamo di riprendere i fili della storia, anche della nostra storia di italiani stranieri. Il “paese dell’amore”, da Roma a Palermo, da Milano a Lampedusa sembra avere perso la rotta e ha bisogno di uno slancio di umanità. La rivoluzione sociale, tante volte invocata, oggi, a Palermo, in Italia, dovrebbe partire anche da questo obiettivo.</p>
<p>Francesca Di Pasquale/S4C Palermo<!--:--><!--:en-->(testo: Francesca Di Pasquale; foto: Alessandra Sicilia/S4C Palermo)</p>
<p>“Il paese dell’amore”, ossia l’Italia dalla prospettiva nigeriana. La Sicilia, “l’Africa d’Italia”. I miti sono duri a morire, si dice, travalicano le stagioni, le politiche, i cambiamenti sociali. Riemergono a cicli, si combattono con difficoltà, offuscano anche le più brutali evidenze. Loweth Edward, 22 anni, nigeriana è stata trovata morta il 5 febbraio 2012 a Palermo, in via Filippo Juvara, vicino ad un cassonetto della spazzatura. Favor Nike Adekunle, il 19 dicembre, è stata trovata carbonizzata in un paese della provincia di Palermo, Misilmeri, dopo essere stata uccisa, sembra, in città.</p>
<div id="attachment_8244" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/paesedellamore" target="_blank"><img class=" wp-image-8244   " title="7" src="https://img834.imageshack.us/img834/1930/71024x1024.jpg" alt="" width="614" height="614" /></a><p class="wp-caption-text">(ph: Alessandra Sicilia/S4C Palermo) cliccare per la photo-gallery</p></div>
<p>Il razzismo del “paese dell’amore” inizia ad occupare il dibattito pubblico. Il Sud Italia ne rimane in buona parte escluso, forse anche per una reiterazione di quell’immagine antica, che faceva dei meridionali essi stessi i barbari da correggere, gli imbarazzanti “africani” all’interno del territorio nazionale. Eppure i migranti che attraversano prima di tutto la Sicilia nel loro viaggio dall’altra sponda del Mediterraneo sono diventati anche qui sempre più <em>corpi</em> da nascondere, chiudere, respingere. L’uccisione di Loweth e Nike e le modalità con le quali si volevano eliminare i loro <em>corpi </em>diventano, tragicamente, paradigma di un progressivo imbarbarimento sociale che si nutre anche della negazione dell’‘altro’ sino alla sua disumanizzazione.</p>
<div id="attachment_8245" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/paesedellamore" target="_blank"><img class=" wp-image-8245  " title="3" src="https://img94.imageshack.us/img94/6376/31024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></a><p class="wp-caption-text">(ph: Alessandra Sicilia/S4C Palermo) cliccare per la photo-gallery</p></div>
<p style="text-align: left;">L’anno della crisi a Palermo è prima di tutto l’anno della violenza razzista. C’è un filo diretto che passa dalle leggi, si trasferisce agevolmente nei comportamenti dei pubblici ufficiali, protetti e coadiuvati da quei provvedimenti legislativi, per arrivare nelle menti e nella pancia della gente. L’11 febbraio 2011, Noureddine Adnane, venditore ambulante marocchino si è dato fuoco in seguito alle continue vessazioni subite dai vigili urbani fino al sequestro della sua merce; Noureddine muore dopo 8 giorni di agonia.</p>
<p>A giugno la procura invia un avviso di garanzia ad una decina di agenti e ispettori della polizia municipale accusati di calunnia, lesioni, abuso d&#8217;ufficio, falso ideologico e materiale: diversi venditori ambulanti stranieri avevano da tempo denunciato controlli esasperanti e sequestri abusivi. Il degrado e la criminalità dei tanti quartieri ghetto palermitani fanno il resto. La barbarie si manifesta nella maniera più brutale laddove si è già ‘ultimi’ nella geografia sociale ed economica della città e diventa violenza verso chi viene facilmente identificato come ancora più debole, per colore della pelle e permesso di soggiorno.</p>
<p>Il 21 ottobre dello scorso anno due cittadini tamil, Naguleashwaran Subramanian e Mohamai Yoganathan, vengono aggrediti alla Zisa; il pestaggio è violentissimo per entrambi, Naguleashwaran ricoverato per trauma cranico è fra la vita e la morte per diversi giorni. A distanza di appena una settimana un altro cittadino tamil è aggredito nello stesso quartiere ed anche lui sarà ricoverato in gravi condizioni. Il 18 febbraio scorso la violenza razzista si è trasferita in una delle vie principali dello struscio palermitano, via Principe Di Belmonte: una quindicina di ragazzi tra i 15 ed i 18 anni, verosimilmente provenienti da zone assai meno ricche della città, ha aggredito tre ambulanti nordafricani, cercando prima di sottrarre la loro merce e poi iniziando il pestaggio.</p>
<div id="attachment_8246" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/paesedellamore" target="_blank"><img class=" wp-image-8246  " title="10" src="https://img17.imageshack.us/img17/4767/101024x512.jpg" alt="" width="614" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">(ph: Alessandra Sicilia/S4C Palermo) cliccare per la photo-gallery</p></div>
<p>Il 16 febbraio la comunità nigeriana, e prima di tutto le amiche di Loweth e Nike, sono scese in piazza a Palermo per urlare il loro dolore e chiedere di restituire umanità a quei <em>corpi</em>. Non erano sole, c’era chi da anni vigila e denuncia il razzismo siciliano. Eppure la separazione esistente negli spazi della città fra palermitani e “palermitani altri” &#8211; ossia i numerosi migranti che vivono da tanti anni il capoluogo siciliano – si è riproposta anche in quella sfilata di denuncia e di dolore. In prima fila e separate dal resto del corteo, hanno manifestato con i loro canti, hanno celebrato secondo rituali precisi, unendosi attorno al ricordo delle amiche uccise; con la paura negli occhi nei confronti di una città nella quale vivono da straniere perenni, senza diritti e senza volto. Guardiamo in faccia queste donne, guardiamo la foto di Noureddine, guardiamo i tanti migranti che arrivano in Italia e cerchiamo di riprendere i fili della storia, anche della nostra storia di italiani stranieri. Il “paese dell’amore”, da Roma a Palermo, da Milano a Lampedusa sembra avere perso la rotta e ha bisogno di uno slancio di umanità. La rivoluzione sociale, tante volte invocata, oggi, a Palermo, in Italia, dovrebbe partire anche da questo obiettivo.</p>
<p>Francesca Di Pasquale/S4C Palermo<!--:--></p>
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		<title>#MAR11</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 15:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Liberi Nantes]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; finita anche questa edizione dei  Mondiali Antirazzisti. Noi di Shoot4Change li abbiamo seguiti quotidianamente. Abbiamo sudato, abbiamo corso, ci..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>E&#8217; finita anche <a href="http://www.s4c.it/mar11" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">questa edizione</span> </a>dei  Mondiali Antirazzisti.</p>
<p>Noi di Shoot4Change li abbiamo seguiti <a href="http://www.s4c.it/mar11" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">quotidianamente</span></a>.</p>
<p>Abbiamo sudato, abbiamo corso, ci siamo divertiti, emozionati, interrogati, incuriositi. <strong>Insomma, li abbiamo vissuti fino in fondo.</strong></p>
<p>Seguirli, per S4C, è stato un onore, un piacere, un’emozione. </p>
<p>Ringrazio, personalmente, TUTTI i volontari di S4C che si sono prestati al racconto di questa magnifica manifestazione della UISP e rimando alla pagina dedicata per le gallerie collettive con i contributi di tutti.</p>
<p>Nel frattempo, qui, caricheremo &#8211; di volta in volta &#8211; delle mini gallerie con le interpretazioni personali di ciascuno dei fotografi impegnati.</p>
<div id="attachment_5932" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/mar11highlightsranalli" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-5932" title="AndreaRanalli-MAR2011-011" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/07/AndreaRanalli-MAR2011-011-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">i Mar11 visti da Andrea Ranalli/S4C</p></div>
<div id="attachment_5933" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/mar11highlightsamendola" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-5933" title="antonioamendola_9luglio_032" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/07/antonioamendola_9luglio_032-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">i Mar11 visti da Antonio Amendola/S4C</p></div>
<div id="attachment_5934" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/mar11highlightsfratoni" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-5934" title="alessandra fratonii shoot4change--12" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/07/alessandra-fratonii-shoot4change-12-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">i Mar11 visti da Alessandra Fratoni/S4C</p></div>
<div id="attachment_5935" style="width: 201px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/mar11highlightsmarcello" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-5935" title="antonio macello - shoot4change-9999" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/07/antonio-macello-shoot4change-9999-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">i Mar11 visti da Antonio Marcello/S4C</p></div>
<div id="attachment_5936" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/mar11highlightslencioni" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-5936" title="Beatrice Lencioni - Facce da Mondiali - S4C-0522" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/07/Beatrice-Lencioni-Facce-da-Mondiali-S4C-0522-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">i Mar11 visti da Beatrice Lencioni/S4C</p></div>
<div id="attachment_5942" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/07/antonio-macello-shoot4change-99991.jpg"><img class="size-medium wp-image-5942" title="antonio macello - shoot4change-9999" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/07/antonio-macello-shoot4change-99991-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La coppa Piazza Antirazzista vinta da S4C e Liberi Nantes!</p></div>
<p style="text-align: left;">S4C ha  ricevuto, con gli amici dei Liberi Nantes, la Coppa Piazza Antirazzista.</p>
<p>Ne siamo fieri e grati. </p>
<p>Torneremo.</p>
<p>Presto.</p>
<p>Antonio Amendola/S4C</p>
</div>
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