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	<title>Shoot 4 Change &#187; via del mandrione</title>
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		<title>Giocare fotografando con FaGioCo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2014 16:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[communitys4c]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTS]]></category>
		<category><![CDATA[Archè]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, un sabato pomeriggio, la Casa dei Raccontastorie di Shoot4Change si è riempita di bambini (cosa che ci capita spesso, fortunatamente). Abbiamo giocato. Tanto.</p>
<p>Bambini provenienti da realtà molto difficili, da fragilità sociali o sanitarie che grazie alla <a href="http://www.arche.it/it/p/735/giocare_fotografando_con_fagioco.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Fondazione Archè</span></a> e al gruppo <a href="http://www.arche.it/it/progetto/29/50/progetto_fa-gio-co.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">FaGioCo</span></a>, riescono a evadere e fare quello che dovrebbe fare ogni bambino: fare il bambino, giocare.</p>
<p>Abbiamo deciso di giocare saltando e di fotografarli in quel preciso istante. Perché? Perché anche il bambino più timido, più arrabbiato col mondo, più chiuso e più problematico&#8230;nel momento in cui stacca i piedi da terra è troppo occupato a combattere la forza di gravità. E c&#8217;è quella frazione di secondo in cui, semplicemente, si lascia andare e sorride. Miracolosamente torna bambino nel momento in cui i piedi non toccano più il terreno e la testa è tra la nuvole.</p>
<p>E abbiamo cercato di dimostrare loro che la fotografia può raccontare storie. E&#8217; stato bellissimo vedere come questo sia per loro un concetto estremamente facile da comprendere. Più che per noi adulti.</p>
<p>Un bambino nasce e cresce in un mondo di favole, di storie. Gliele raccontano da piccolo e se le costruisce da solo. Almeno quelli più fortunati.</p>
<p>Uno di loro, all&#8217;inizio simpaticamente scettico, si è avvicinato e &#8211; con degli occhi furbi e brillanti &#8211; ha detto &#8220;<em>mi hai convinto! mi piace la fotografia. Mi insegni</em>?&#8221;</p>
<p>L&#8217;esperienza è stata talmente intensa che, francamente, troviamo difficilmente le parole per descriverla. E quindi lasciamo questo spazio alle parole di Maria Laura D&#8217;Anna.</p>
<p>AA</p>
<p>PS per tutelare la privacy dei ragazzi, abbiamo deciso di non pubblicare le foto in cui sono ritratti in volto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<h1 itemprop="name"><a href="http://www.arche.it/it/p/735/giocare_fotografando_con_fagioco.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Giocare fotografando con FaGioCo</span></a></h1>
<p><strong>Via del Mandrione a Roma</strong> è un frammento di città stretto tra gli archi dell’acquedotto romano e la ferrovia, fino a poco tempo fa abbandonato al degrado e oggi occupato da microrealtà produttive e associative.</p>
<p>Ci hanno qui accolto, con esperienza e disponibilità, i <strong>fotografi di <a href="http://www.shoot4change.net/" target="_blank">Shoot 4 Change</a></strong>, un’associazione no profit di volontariato fotografico sociale che intende dare voce a chi non è ascoltato, e visibilità agli invisibili che ci vivono accanto o lontanissimi in altri mondi diversi.</p>
<p>Nel laboratorio recuperato da un vecchio capannone industriale, pieno di luce, familiare e allegro, tutto il gruppo <a href="http://www.arche.it/it/progetto/29/50/progetto_fa-gio-co.html" target="_self">FaGioCo</a>, tra bambini, genitori e volontari, ha trascorso un pomeriggio spensierato. Abbiamo giocato con i <strong>segreti della comunicazione fotografica</strong>, catturando reciprocamente espressioni, pose divertenti o intense o sognanti o riflessive, piene di sorrisi ed allegria contagiosa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arche.it/it/p/735/giocare_fotografando_con_fagioco.html" target="_blank"><img class="aligncenter  wp-image-12324" style="border: 1px solid black;" alt="AA2014_Arche_5aprile_052" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2014/04/AA2014_Arche_5aprile_052-1024x683.jpg" width="614" height="410" /></a></p>
<p>I nostri amici fotografi ci hanno fatto sperimentare come si possano raccontare storie anche con i mezzi più semplici, per <strong>parlare delle persone “come paesaggi”</strong> e per mostrare realtà diverse o quotidiane cogliendo il senso di un attimo vissuto insieme dai due lati di un obbiettivo. Servono certamente sensibilità, attenzione e rispetto per rendere qualunque mezzo tecnico uno strumento di comunicazione vera e condivisione.</p>
<p>Sul piazzale antistante i capannoni, proprio adiacente alla ferrovia accanto a treni che sfrecciavano in velocità pieni di colore nel sole pomeridiano, indifferenti a noi ma parte anch’essi di un paesaggio insieme familiare e strano, un po’ surreale, <strong>abbiamo giocato a scattarci attimi</strong> pieni di movimento e felicità, cogliendo letteralmente “al volo” i nostri salti più belli rimasti sospesi nel cielo di primavera.</p>
<p>Le famiglie e i ragazzi del nostro gruppo, pur portandosi dietro realtà difficili da vivere nel quotidiano, hanno potuto così avere un’occasione per <strong>appoggiare in un angolo lo zaino</strong> più o meno pesante di preoccupazioni o dolori e vivere insieme ai nostri ospiti un momento diverso di serenità e scambio di esperienze.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arche.it/it/p/735/giocare_fotografando_con_fagioco.html" target="_blank"><img class="aligncenter  wp-image-12325" style="border: 1px solid black;" alt="AA2014_Arche_5aprile_100" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2014/04/AA2014_Arche_5aprile_100-1024x683.jpg" width="614" height="410" /></a></p>
<p><strong>Qualcuno non è riuscito</strong> a posare il suo zaino e se lo è tenuto stretto con rabbia e risentimento, ma tutto il gruppo con rispetto e senza parole o giudizi ha saputo esprimere semplice e spontanea disponibilità e accoglienza.</p>
<p>La merenda insieme ci ha riuniti nella condivisione delle <strong>nostre buonissime torte</strong> e delle bibite messe a disposizione dal piccolo frigo del laboratorio.</p>
<p>Il bel pomeriggio si è concluso riunendo in cerchio commenti e domande. Antonio ci ha proposto con semplicità e leggerezza la <strong>necessità di conoscere le regole</strong> per poter decidere consapevolmente di superarle o cambiarle: come la “regola dei terzi” o della posizione dell’orizzonte, così nella vita. Non bisogna avere paura di strumenti come Internet o Facebook, potentissimi mezzi di comunicazione globale che possono essere anche pericolosi, ma di cui bisogna serenamente conoscerne le regole e i rischi. È come attraversare una strada: bisogna semplicemente guardare dai due lati prima di fare il primo passo.</p>
<p><strong>Grazie quindi ai nostri amici fotografi</strong>, sicuri che con la loro esperienza e sensibilità sapranno raccontare anche il nostro incontro con l’attento rispetto e riservatezza che merita la storia di ogni persona.</p>
<p><em><strong>Maria Laura D&#8217;Anna</strong></em></p>
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