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	<title>Shoot 4 Change &#187; Sem Terra</title>
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		<title>SEM TERRA &#8211; 30 anni di storia, 30 anni di volti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 16:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[communitys4c]]></category>
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		<description><![CDATA[SEM TERRA &#8211; 30 anni di storia, 30 anni di volti, è un libro fotografico, una raccolta di ritratti per..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>SEM TERRA &#8211; 30 anni di storia, 30 anni di volti, è un libro fotografico, una raccolta di ritratti per celebrare i trent’anni del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST).</p>
<p>Il Mst nasce in Brasile nel 1984, è un movimento di agricoltori e braccianti che lotta per la terra, contro i grandi proprietari terrieri e lo strapotere dell’<em>a</em><em>groneg</em><em>ó</em><em>cio</em>. Oggi è diventato il movimento sociale più grande dell’America Latina, riunendo più di 2 milioni di persone.</p>
<p>A febbraio di quest’anno si è svolto il 6° Congresso Nazionale del MST, che ha visto la partecipazione di 15 mila delegati provenienti da tutto il Brasile. Durante questa occasione sono stati scattati i ritratti, raccolti poi in questo libro. Trent’anni di storia raccontati attraverso una carrellata di volti del popolo <em>sem terra</em>.</p>
<p>Attraverso le fotografie del nostro amico Giulio Di Meo è possibile conoscere le persone che formano il MST. Chi sono, i loro volti e i loro nomi. Le loro espressioni di lotta e di allegria. La loro esperienza e la loro speranza, come afferma João Pedro Stedile, uno dei leader del Movimento.</p>
<p><a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/sem-terra-30-anni-di-storia-30-anni-di-volti/"><img class="aligncenter  wp-image-12689" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2014/10/02-SemTerra-di-Giulio-Di-Meo-820x1024.jpg" alt="02 SemTerra di Giulio Di Meo" width="561" height="700" /></a></p>
<p><a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/sem-terra-30-anni-di-storia-30-anni-di-volti/"><br />
</a></p>
<p><strong>Progetto: LA SCUOLA</strong></p>
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<p>Fatta la rivoluzione nelle scuole, il popolo la farà nelle strade.</p>
<p>Feita a revolução nas escolas, o povo a fará nas ruas.</p>
<p>Florestan Fernandez</p>
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<p>Questo libro fotografico è nato non solo per celebrare i trent’anni di storia del Movimento, ma anche e soprattutto per raccogliere i fondi necessari per la ristrutturazione della Scuola Nazionale Florestan Fernandes (ENFF). La ENFF è la scuola più importante del Movimento, ideata con l’obiettivo di formare politicamente la classe lavoratrice, in particolare delle organizzazioni legate alla Via Campesina nazionale e internazionale. Situata in Guararema, a 70 km da San Paolo, è stata costruita tra il 2000 e il 2005 grazie al lavoro volontario di militanti e amici del MST. Nei dieci anni di vita della Scuola, più di 25 mila persone hanno partecipato a corsi, seminari e conferenze.</p>
<p>Convinti che l&#8217;educazione sia l&#8217;unico strumento in grado di emancipare i lavoratori, convinti che la fotografia non è solo un mezzo per informare le persone rispetto ai conflitti sociali, ma anche uno strumento verso azioni concrete, tutti i proventi di questo libro andranno a sostenere la Scuola e le sue attività.</p>
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<p><strong>Gli A</strong><strong>utori del libro sono </strong> Giulio Di Meo  (foto), João Pedro Stedile (Prefazione)</p>
<p>Testi di: Raul Amorim, Jonas Borges, Roseli Salete Caldart, Rodolfo Canciani, Chiara De Poli, Rosana Fernandes, Geraldo Gasparim, Marco Gulisano, Erivan Hilario, Edgar Kolling, Antonio Lupo, Kelli Mafort, Ruggero Manzotti, Gilmar Mauro, Federico Mei, João Paulo Rodrigues, Neuri Rosseto, Zaira Sabry, Silvia Stilli, Maria Cristina Vargas</p>
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<p>Anche questa volta Giulio Di Meo si affida al crowdfunding convinto che sia  una preziosissima risorsa per realizzare progetti in modo indipendente, partecipato e senza dover scendere a compromessi. È l’unico modo per liberarsi di tutti gli impedimenti e gli ostacoli che si possono incontrare: dalle catene imposte dalle grandi realtà editoriali ai costi della grande distribuzione, dai fidi ai prestiti bancari.</p>
<p>Sosteniamolo <a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/sem-terra-30-anni-di-storia-30-anni-di-volti/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">cliccando qui!</span></a></p>
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		<title>Avenida DandaraAvenida Dandara</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 08:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TALK4CHANGE]]></category>
		<category><![CDATA[Avenida Dandara]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate Popolari]]></category>
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		<category><![CDATA[Movimento dei lavoratori rurali senza terra (MST)]]></category>
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		<description><![CDATA[(testi: Martina Giordani / foto: Giulio Di Meo) La lotta per la terra non è un fatto nuovo nella storia..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->(testi: Martina Giordani / foto: <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.giuliodimeo.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Giulio Di Meo</span></a></span>)</p>
<p>La lotta per la terra non è un fatto nuovo nella storia del Brasile. Iniziò più di 500 anni fa con l’arrivo dei coloni portoghesi e continua fino ad oggi, coinvolgendo la popolazione più svantaggiata: dagli indigeni agli schiavi africani, dai lavoratori rurali senza terra agli abitanti delle favelas. Moltissime sono le persone che combattono nei modi più disparati per il loro diritto alla casa e alla terra. L’occupazione di territori abbandonati o comunque non utilizzati è uno tra questi.</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.s4c.it/slides/avenidadandara/index.html#avenida_dandara_003" target="_blank"><img class="aligncenter size-large wp-image-6740" title="avenida_dandara_003" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/10/avenida_dandara_003-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></a></p>
<p>Dandara è un&#8217;occupazione urbana che si trova nella periferia di Belo Horizonte, capitale dello stato federale brasiliano del Minas Gerais. Il 9 aprile del 2009 150 famiglie senzatetto hanno occupato quest’area periferica, abbandonata da più di 30 anni, con l’aiuto organizzativo e il supporto del <em>Fórum de Moradia do Barreiro</em>, delle <em>Brigate Popolari</em> e del <em>Movimento dei lavoratori rurali senza terra</em> (MST). Un forum, un’organizzazione e un movimento che lottano per la popolazione più povera, organizzando mobilitazioni popolari e facendo pressione sui governi affinché sia riconosciuto ai più svantaggiati il diritto alla casa e alla terra. Giorno dopo giorno sempre più famiglie si sono unite a questo primo nucleo, fino ad arrivare a ben 1000 famiglie, solamente dopo una settimana di occupazione. Oggi vivono in comunità circa 900 famiglie, alcune delle quali sono composte da dieci o quindici persone, tra adulti, ragazzi e bambini e dunque si stima la presenza di oltre 4000 persone. Tutte persone che, prima di stabilirsi nella comunità Dandara, non avevano una casa e vivevano in condizioni precarie.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.s4c.it/slides/avenidadandara/index.html#avenida_dandara_003" target="_blank"><img class="aligncenter size-large wp-image-6742" title="avenida_dandara_007" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/10/avenida_dandara_007-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></a></p>
<p>Dandara rappresenta un primo tentativo di unire la lotta per la Riforma Agraria con quella per la Riforma Urbana in modo da risolvere contemporaneamente due problemi: quello della mancanza di abitazioni e quello legato all’auto-sostentamento. Si vuole difatti creare un sistema “rururbano” che integri le abitazioni urbane all’impianto produttivo agricolo. L’idea è di dividere la terra in lotti, una parte dei quali da destinare alla produzione agricola collettiva che permetterebbe alla comunità di auto-sostenersi e di complementare la bassa rendita, creando al contempo una fonte di alimentazione salutare.</p>
<p>L’area occupata è di circa 40 mila metri quadrati ed era abbandonata da più di 30 anni. La Costituzione della Repubblica Federativa del Brasile riconosce il diritto fondamentale della proprietà e afferma che essa deve garantire la sua funzione sociale. L’art. 182 definisce che una proprietà urbana adempie alla sua funzione sociale quando è utilizzata pienamente dal punto di vista economico, ossia quando il suolo è edificato, quando non è sottoutilizzato o comunque non utilizzato, anche se edificato. Nel caso in cui questi criteri non siano soddisfatti, è possibile che tale proprietà venga espropriata con un adeguato indennizzo.</p>
<p>Nonostante l’area di Dandara non soddisfi tale funzione sociale, la magistratura ha dato avviso di sfratto nei confronti degli occupanti, a favore della <em>Construtora Modelo,</em> la<em> </em>società che detiene il titolo di proprietà dell&#8217;immobile. Già alla fine del primo giorno di occupazione, la polizia cercò di sfrattare le numerose famiglie senza ingiunzione di recupero e per di più durante la notte, azione vietata dalla legge. Quella notte è ricordata dalle persone della comunità in maniera drammatica, come ore di terrore, durante le quali gli uomini della polizia fecero esplodere bombe, lanciarono gas al pepe e distrussero decine di baracche con elicotteri a bassa quota al fine di far desistere e cacciare gli occupanti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.s4c.it/slides/avenidadandara/index.html#avenida_dandara_003" target="_blank"><img class="aligncenter size-large wp-image-6743" title="avenida_dandara_011" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/10/avenida_dandara_011-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></a></p>
<p>L’occupazione di Dandara è stata organizzata perché era evidente la necessità di trovare un’alternativa per gli esclusi dalle città, che si trovano ad affrontare quotidianamente innumerevoli ostacoli per sopravvivere in questo mare di disuguaglianze. Dove la proprietà ha più valore di quanto ne possa avere l’essere umano non potrebbero essere diverso: solo a Belo Horizonte ci sono circa 80.000 edifici non utilizzati e abbandonati e 55.000 famiglie senza alcun riparo. Un conto facile da risolvere e dunque un problema perfettamente superabile se non fossero coinvolti gli interessi delle potenti élite.</p>
<p>Dandara è una delle occupazioni più famose in Brasile a causa delle difficoltà che hanno dovuto affrontare i suoi abitanti. Il nome della comunità è stato dato in onore della compagna di Zumbi dos Palmares, Dandara per l’appunto. Quest’ultima era una guerriera nera, molto coraggiosa, che ha combattuto, insieme al marito, per liberare gli schiavi neri dalla dura vita che conducevano attraverso la lotta organizzata contro il sistema coloniale. Per queste motivazioni è considerata un simbolo di resistenza, libertà e uguaglianza.</p>
<p>Questa comunità è riuscita a resistere fino ad oggi grazie al coraggio e alla forza dimostrate dai suoi occupanti, ma anche perché possiede una vasta rete di solidarietà, soprattutto da parte della chiesa e degli studenti. Nonostante ciò, solamente dopo due anni di occupazione e resistenza, Dandara è sotto minaccia poiché il 5 ottobre del 2011 il giudice che segue la causa ha emesso una decisione che ne determinerà lo sfratto. Il comune di Belo Horizonte, il governo di Minas Gerais e la magistratura ritengono che tale espropriazione sia una soluzione e che in questo modo si risolva un problema. Eppure, tutti possono capire che tale “soluzione” porterà solo ad ulteriori difficoltà, generando un aumento del conflitto sociale: ci saranno 900 famiglie senza casa, senza alcun supporto, né una sistemazione alternativa. L’occupazione Dandara rappresenta una soluzione per migliaia di persone che vivevano in aree a rischio, in mezzo alla strada e in uno stato di profonda vulnerabilità. Nonostante queste famiglie si siano organizzate semplicemente per rivendicare i propri diritti, sono trattate come un problema da coloro che traggono profitto dalle disuguaglianze e dalle ingiustizie. Davanti a questa drammatica situazione è necessario trovare alternative che possono evitare lo sfratto e favorire una soluzione dignitosa per tutti. Per questo è necessario sostenere la campagna di solidarietà per l&#8217;occupazione Dandara, per aiutare questo movimento che si batte per una società più giusta, senza sfratti e senza violenza.</p>
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[iframe http://www.s4c.it/slides/avenidadandara 100% 800px]
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<p><strong>Rua Dandara</strong></p>
<p>Dandara era una guerriera nera del periodo coloniale in Brasile, moglie di Zumbi dos Palmares e madre dei suoi tre figli. Insieme a Zumbi ha combattuto per liberare gli schiavi neri dalla dura vita che conducevano. Dandara era una combattente coraggiosa e abile ad elaborare strategie e piani di attacco e di difesa di Palmares. Si è suicidata dopo essere stata arrestata il 6 febbraio 1694 per non tornare alla condizione di schiava. Rappresenta oggi la libertà e l&#8217;uguaglianza.</p>
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<p><strong>Rua dos Palestinos</strong></p>
<p>La propaganda sionista di fine ottocento aveva coniato lo slogan “una terra senza popolo per un popolo senza terra&#8221;. Purtroppo la Palestina non era propriamente una terra senza popolo, ad oggi la popolazione palestinese in tutto il mondo è stimata in circa 11 milioni di persone. I palestinesi dal 1947 lottano per vedere riconosciuto il loro diritto ad avere uno stato libero.</p>
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<p><strong>Rua Zumbi dos Palmares</strong></p>
<p>Zumbi fu l&#8217;ultimo dei leader del Quilombo più noto, il Quilombo dos Palmares. La prosperità e la capacità di organizzare questa immenso quilombo rappresentarono una seria minaccia per l’ordine della schiavitù vigente. Zumbi è diventato un simbolo della resistenza perché lottò fino alla morte contro la schiavitù e le ingiustizie, per la libertà e una vita migliore.</p>
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<p><strong>Rua dos Quilombos</strong></p>
<p>Nel periodo della schiavitù in Brasile, i neri che riuscirono a scappare si rifugiarono in aree nascoste e fortificate in mezzo al bosco, chiamate quilombos. Queste comunità rappresentano una delle massime espressioni della lotta organizzata in Brasile, la resistenza al sistema coloniale degli schiavi, e sono diventati simboli di libertà, autonomia, resistenza e lotta per una vita dignitosa. I <em>remanescentes dos quilombos</em> (i discendenti degli schiavi africani che facevano parte dei quilombos) lottano ancora oggi per il diritto alla terra e alla casa.</p>
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<p><strong>Rua Dona Maria Diarista</strong></p>
<p>Questa strada è un omaggio a tutte le donne che lavorano come domestiche in tutto il Brasile. Sono in lotta quotidianamente e rappresentano una parte significativa degli esclusi del Brasile.</p>
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<p><strong>Rua Pedro Pedreiro</strong></p>
<p>Chico Buarque, nella canzone “Pedro Pedreiro”, parla di un lavoratore che, mentre aspetta il treno, sogna di vincere alla lotteria e di tornare dalla grande città dove è emigrato al suo paese natale. Ma alla fine si rende conto che tutto ciò forse non si realizzerà mai. Questa strada è un omaggio a tutti gli operai che lavorano nel settore dell’edilizia, spesso sfruttati e sottopagati, senza diritti e vittime di ingiustizie.</p>
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<p><strong>Rua Paulo Freire</strong></p>
<p>Paulo Freire (1921-1997) è stato un educatore e filosofo brasiliano. E’ noto per il suo lavoro nel campo dell&#8217;istruzione popolare, orientata sia per la scolarizzazione sia per la formazione della coscienza politica. Autore di &#8220;pedagogia degli oppressi&#8221;, un metodo di alfabetizzazione dialettica, ha sempre difeso il dialogo con la gente comune, non solo come metodo, ma anche come un modo per essere veramente democratico. E’ considerato uno dei pensatori più importanti della storia della pedagogia mondiale.</p>
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<p><strong>Rua Milton Santos</strong></p>
<p>Milton Almeida dos Santos (1926-2001) è stato un geografo brasiliano. E’ noto per il suo lavoro in diverse aree della geografia, in particolare negli studi dei processi di sviluppo urbano dei paesi in via di sviluppo. Inoltre non combatteva contro la globalizzazione in sé, ma il modo in cui è realizzata. E &#8216;stato uno dei grandi nomi del rinnovamento della geografia in Brasile degli anni ‘70.</p>
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<p><strong>Rua Che Guevara</strong></p>
<p>Ernesto Guevara de la Serna (1928-1967), più noto come Che Guevara, è stato un rivoluzionario e guerrigliero argentino. Guevara fu membro del Movimento del 26 di luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro. Dopo il 1965 lasciò Cuba per attuare la Rivoluzione popolare in altri Paesi (Congo, Bolivia). Venne ucciso da un reparto anti-guerriglia dell’esercito boliviano il 9 ottobre 1967.</p>
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<p><strong>Rua Nelson Mandela</strong></p>
<p>Nelson Mandela è stato il principale rappresentante del movimento anti-apartheid, come attivista e guerrigliero. Segregato e incarcerato per ventisette anni durante i governi sudafricani pro-apartheid prima degli anni novanta, è oggi universalmente considerato un eroico combattente per la libertà. È stato il primo Presidente eletto a seguito delle prime elezioni nazionali non razziali della storia del paese nel 1994 e Premio Nobel per la Pace nel 1993.</p>
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<p><strong>Rua Chico Mendes</strong></p>
<p>Chico Mendes (1944–1988) era un seringueiro (raccoglitore di caucciù), sindacalista e attivista ambientale brasiliano. Guida il primo congresso nazionale dei seringueiros che diventerà il soggetto politico e sindacale che porterà le rivendicazioni di Mendes, dei contadini e delle popolazioni indigene dell’Amazzonia all’attenzione dei media internazionali. La sua intensa lotta per la preservazione della foresta amazzonica fu la causa del suo assassinio.</p>
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<p><strong>Rua Camillo Torres</strong></p>
<p>Camilo Torres (1929–1966) è stato un padre cattolico, guerrigliero e rivoluzionario colombiano, precursore della Teologia della liberazione. Docente universitario di Sociologia, la sua teoria era quella di una teologia della rivoluzione per salvare diseredati e oppressi. Nel 1963 si unì all’ELN (Ejercito de Liberacion Nacional), un movimento rivoluzionario. Morì nel febbraio 1966 in un attacco contro l’esercito regolare.</p>
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<p><strong>Rua das Flores</strong></p>
<p>Il fiore è uno dei simboli della pace. L’occupazione urbana e la lotta politica portata avanti dalla comunità di Dandara sono necessariamente di natura conflittuale. I fiori vogliono lanciare un messaggio ai presunti nemici, vogliono comunicare che la comunità viene in pace lottando per un diritto essenziale dell’essere umano: il diritto alla casa.</p>
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<p><strong>Rua Irma Dorothy</strong></p>
<p>Dorothy Mae Stang (1931–2005), conosciuta come Irma Doroty, è stata una religiosa e missionaria statunitense naturalizzata brasiliana. Nel 1966 arrivò in Brasile, iniziando il suo ministero pastorale nello Stato del Maranhão. Si è impegnata intensamente nei movimenti sociali negli stati del Nord-est, battendosi contro il disboscamento dell&#8217;Amazzonia, sempre al fianco dei contadini e degli operai della Transamazzonica. Per questi motivi è stata assassinata nel 2005 nello stato brasiliano del Parà.</p>
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<p><strong>Rua Martin Luther King</strong></p>
<p>Martin Luther King (1929–1968), è stato un politico e attivista statunitense, leader dei diritti civili. Unanimemente riconosciuto come instancabile apostolo della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, Martin Luther King si è sempre esposto in prima linea affinché fosse abbattuta nella realtà americana degli anni cinquanta e sessanta ogni sorta di pregiudizio etnico.<!--:--></p>
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		<title>Justiça nos trilhos &#124; Binari di giustizia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 14:42:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo progetto è importante. Ed è importante contribuire, magari, acquistando il calendario prodotto. E&#8217; un&#8217;iniziativa del fotografo Giulio Di Meo..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo <a href="http://www.s4c.it/slides/binaridigiustizia/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">progetto è importante</span></a>. Ed è importante contribuire, magari, acquistando il calendario prodotto.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;iniziativa del fotografo <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.giuliodimeo.it" target="_blank">Giulio Di Meo</a></span> (membro di S4c) e del padrecomboniano Dario Bossi, in collaborazione con Arcs e Missionari Comboniani. Ecco di cosa si tratta e come contribuire.</p>
<p>AA</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="319" codebase="https://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="https://s4c.photoshelter.com/swf/CSlideShow.swf?bgtrans=t&amp;f_l=t&amp;f_link=t&amp;f_fscr=t&amp;f_smooth=f&amp;f_tb=f&amp;f_mtrx=t&amp;f_bb=t&amp;tbs=5000&amp;f_bbl=f&amp;target=_self&amp;f_fss=f&amp;f_ap=t&amp;f_2up=f&amp;f_up=f&amp;f_crp=f&amp;btype=old&amp;f_wm=t&amp;f_s2f=f&amp;bcolor=%23CCCCCC&amp;f_emb=t&amp;f_cap=t&amp;f_sln=t&amp;ldest=c&amp;imgT=casc&amp;cred=iptc&amp;trans=xfade&amp;feedSRC=http%3A//s4c.photoshelter.com/gallery/G0000c4lG4Yu4pso%3Ffeed%3Drss%26ppg%3D200&amp;v=20091016" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="319" src="https://s4c.photoshelter.com/swf/CSlideShow.swf?bgtrans=t&amp;f_l=t&amp;f_link=t&amp;f_fscr=t&amp;f_smooth=f&amp;f_tb=f&amp;f_mtrx=t&amp;f_bb=t&amp;tbs=5000&amp;f_bbl=f&amp;target=_self&amp;f_fss=f&amp;f_ap=t&amp;f_2up=f&amp;f_up=f&amp;f_crp=f&amp;btype=old&amp;f_wm=t&amp;f_s2f=f&amp;bcolor=%23CCCCCC&amp;f_emb=t&amp;f_cap=t&amp;f_sln=t&amp;ldest=c&amp;imgT=casc&amp;cred=iptc&amp;trans=xfade&amp;feedSRC=http%3A//s4c.photoshelter.com/gallery/G0000c4lG4Yu4pso%3Ffeed%3Drss%26ppg%3D200&amp;v=20091016" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://s4c.photoshelter.com/gallery/Binari-di-Giustizia/G0000c4lG4Yu4pso">Binari di Giustizia</a><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/12/MG_3202.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3235" title="_MG_3202" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/12/MG_3202-1024x821.jpg" alt="" width="614" height="493" /></a></p>
<h2>Justiça nos trilhos | Binari di giustizia (Giulio Di Meo)</h2>
<p>Mentre le grandi imprese studiano giorno e notte come saccheggiare piú rapidamente e fino al midollo la terra del nord del Brasile, molte comunitá tentano di organizzarsi e resistere.</p>
<p>Justiça nos trilhos (Binari di Giustizia) è una campagna nata nel 2007 in Brasile per difendere lecomunità del Nordest dalle prevaricazioni della multinazionale “Vale” e per promuovere unosviluppo rispettoso ed equilibrato.</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.s4c.it/slides/binaridigiustizia/" target="_blank">CLICCA QUI PER LA GALLERY FOTOGRAFICA</a></span></strong></p>
<p>487.000 tonnellate di residui solidi inquinanti dispersi, 119 milioni di metri cubi di reflui inquinanti scaricati nei fiumi, nei mari e negli oceani;</p>
<p>2860 infortuni sul lavoro, e 9 morti.</p>
<p>97 processi amministrativi, 140 casi di corruzione, 9 processi ambientali pendenti, 0 ammende pagate.</p>
<p>Questo solo in Brasile. In un anno.</p>
<p>Sono alcuni dei numeri della multinazionale brasiliana Vale, 14° impresa al mondo per valoredi mercato, seconda nella produzione dell’acciaio. L’impresa Vale consiste in questo: aumento dei profitti e distruzione dell’ambiente; enormi guadagni e sfruttamento delle popolazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/12/MG_1808.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3236" title="_MG_1808" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/12/MG_1808-1024x820.jpg" alt="" width="614" height="492" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.s4c.it/slides/binaridigiustizia/" target="_blank">CLICCA QUI PER LA GALLERY FOTOGRAFICA</a></strong></p>
<p><strong></p>
<p></strong></p>
<p>La <a href="http://www.s4c.it/slides/binaridigiustizia/" target="_blank">campagna Justiça nos trilhos</a>, nel giro di pochi anni, si è estesa a livello internazionale e grazie ad importanti iniziative di discussione e protesta ha ottenuto attenzione a livello internazionale: dalla partecipazione al Forum Sociale Mondiale di Bélem, allo sciopero dei 3500 lavoratori canadesi per contestare i tagli della compagnia in Canada, alla lotta dei comuneros in Perù, fino al primo incontro internazionale delle vittime di Vale, organizzato a Riode Janeiro lo scorso Aprile.</p>
<p><a href="http://www.s4c.it/slides/binaridigiustizia/" target="_blank"></a><a href="http://www.giuliodimeo.it"><img class="size-large wp-image-3237 alignleft" title="000 copertina_1" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/12/000-copertina_1-722x1024.jpg" alt="" width="260" height="368" /></a><a href="http://www.giuliodimeo.it" target="_blank">Questo calendario</a>, realizzato per iniziativa del<a href="http://www.giuliodimeo.it" target="_blank"> fotografo Giulio Di Meo</a> (membro, peraltro, di S4C) e del padrecomboniano Dario Bossi, in collaborazione con <a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/index.php" target="_blank">Arcs </a>e Missionari Comboniani, nasce con l’obiettivo di diffondere la campagna e sostenere la lotta delle comunità coinvolte.</p>
<p>I fondi raccolti con il calendario 2011 saranno destinati ad una compagnia teatrale formata da sette giovani artisti dello stato del Maranhão. Questo gruppo di giovani ha iniziato un lungoprocesso di coscientizzazione delle comunitá vittime del saccheggio minerario attraverso lo spettacolo teatrale “<em>Que trem é esse?</em>”, che descrive in cinque scene le contraddizioni e lesperanze di cinque villaggi del nord del Brasile.</p>
<p>L’arte può diventare uno strumento di lotta e resistenza per i più deboli; aiutiamo questo gruppo teatrale a restituire il frutto della lororicerca artistica alle persone di questi luoghi.</p>
<p>Padre Dario Bossi e Giulio Di Meo</p>
<p>Compagna Internazionale</p>
<p>&#8220;Justiça nos trilhos&#8221;</p>
<p><a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;97f66&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.justicanostrilhos.org/" target="_blank">www.justicanostrilhos.org</a></p>
<p><strong>binaridigiustizia@gmail.com</strong></p>
<p><strong>Missionari Comboniani</strong></p>
<p>Mondo Aperto ONLUS</p>
<p>Vicolo Pozzo, 1</p>
<p>37129 Verona</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Banco Populare Etico</strong></p>
<p>BIC/SWIFT: CCRTlT2T84A</p>
<p>IBAN: IT 68 V051118 1210l 0000lI01122511</p>
<p>Causal.: Jusli\o nos Trilhos</p>
<p>ICCP 28394377)</p>
<p>ARCS</p>
<p><a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;97f66&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.arciculturaesviluppo.it/" target="_blank">www.arciculturaesviluppo.it</a></p>
<p>Testi: Padre Dario Bossi</p>
<p><a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;97f66&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://padredario.blogspot.com/" target="_blank">http://padredario.blogspot.com/</a></p>
<p><strong>Per informazioni è possibile contattare direttamente Giulio Di Meo:</p>
<p></strong></p>
<p>info@giuliodimeo.it</p>
<p><a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;97f66&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.giuliodimeo.it/" target="_blank">www.giuliodimeo.it</a></p>
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		<title>[S4C on the Road] In the Land of the Landless / Nella terra dei senza terra #4</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 19:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REPORTAGE]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Gaia Squarci]]></category>
		<category><![CDATA[Maranhao]]></category>
		<category><![CDATA[MST]]></category>
		<category><![CDATA[S4C]]></category>
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		<category><![CDATA[Shoot 4 Change]]></category>
		<category><![CDATA[shoot for change]]></category>
		<category><![CDATA[workshop di Giulio Di Meo]]></category>

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		<description><![CDATA[[new stories from Gaia Squarci on the road in Maranhao State. New images of poor lands occupied vs huge interests..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="color: #800000;">[new stories from Gaia Squarci on the road in Maranhao State. New images of poor lands occupied vs huge interests of multinational companies in NorthEast Brasil]</span></em></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Nuove immagini inviate da Gaia Squarci, sempre nel Maranhao, nella terra di Sem Terra (durante il workshop di <a href="http://www.giuliodimeo.it/00workshop.htm" target="_blank">Giulio Di Meo</a> in collaborazione con <a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/index.php" target="_blank">Arcs</a>). Viaggio quasi terminato&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">AA</span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8212;&#8212;&#8211;</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/logo-arcs4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2251" title="logo-arcs" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/logo-arcs4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/sem-terra01-1-14.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2252" title="sem-terra01-1-1" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/sem-terra01-1-14-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<div id="attachment_2020" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2007.JPG"><img class="size-medium wp-image-2020" title="IMG_2007" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2007-300x240.jpg" alt="(Il Villaggio di Pequia´  fu, nel 1972, il primo cenro abitativo della citta´di Acailandia. Da luogo ideale per coltivazione e caccia si e´trasformato nel giro di pochi anni nel fulcro d´incontro di interessi internazionali. Ora scorre infatti a ridosso del paesino la ferrovia Carajas, dove passa l'acciaio prodotto dalla Vale, destinato in larga parte ai mercati cinesi)" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">(Il Villaggio di Pequia´  fu, nel 1972, il primo cenro abitativo della citta´di Acailandia. Da luogo ideale per coltivazione e caccia si e´trasformato nel giro di pochi anni nel fulcro d´incontro di interessi internazionali. Ora scorre infatti a ridosso del paesino la ferrovia Carajas, dove passa l&#39;acciaio prodotto dalla Vale, destinato in larga parte ai mercati cinesi)</p></div>
<div id="attachment_2021" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2008.JPG"><img class="size-medium wp-image-2021" title="IMG_2008" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2008-300x240.jpg" alt="(Un secondo polo di interesse e´ nato con le industrie siderurgiche sorte a lato della ferrovia, che una volta dava lavoro a molti pardi di famiglia del vilaggio, molti dei quali si sono in seguito ammalati a causa delle condizioni di lavoro. Ora i lavoratori vengono prevalentemente da fuori e nulla hanno a che fare conla realta´di qui)" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">(Un secondo polo di interesse e´ nato con le industrie siderurgiche sorte a lato della ferrovia, che una volta dava lavoro a molti pardi di famiglia del vilaggio, molti dei quali si sono in seguito ammalati a causa delle condizioni di lavoro. Ora i lavoratori vengono prevalentemente da fuori e nulla hanno a che fare conla realta´di qui)</p></div>
<div id="attachment_2022" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2009.JPG"><img class="size-medium wp-image-2022" title="IMG_2009" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2009-300x240.jpg" alt="(Gli scarti tossici provenienti dalla lavorazione del metallo sono accumulati in una collina a poche decine di metri dal centro abitato)" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">(Gli scarti tossici provenienti dalla lavorazione del metallo sono accumulati in una collina a poche decine di metri dal centro abitato)</p></div>
<div id="attachment_2023" style="width: 500px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2010.JPG"><img class="size-full wp-image-2023  " title="IMG_2010" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2010.JPG" alt="(Il paese e´molto povero e in nessun modo beneficia della ricchezza prodotta dalle grandi industrie. Negli anni 80´, quando tutto cio´si stava creando ,le proteste da parte dei campesinos sono state durissime, ma senza appoggio del governo federale, l´unico a poter trattare con giganti di quelle dimensioni, ogni protesta si perde nella rabbia sommessa. `Ci viene detto che siamo troppo piccoli per loro, la gente qui non conta niente`)" width="490" height="393" /></a><p class="wp-caption-text">(Il paese e´molto povero e in nessun modo beneficia della ricchezza prodotta dalle grandi industrie. Negli anni 80´, quando tutto cio´si stava creando ,le proteste da parte dei campesinos sono state durissime, ma senza appoggio del governo federale, l´unico a poter trattare con giganti di quelle dimensioni, ogni protesta si perde nella rabbia sommessa. `Ci viene detto che siamo troppo piccoli per loro, la gente qui non conta niente`)</p></div>
<div id="attachment_2024" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2011.JPG"><img class="size-full wp-image-2024  " title="IMG_2011" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2011.JPG" alt="(Le polveri di metallo alzate dal vento entrano nelle case e si depositano ovunque, dai fornelli alla camera da letto. Le abitazioni sono controsoffittate ma questo non basta: quasi tutti qui, fin da giovanissimi, soffrono di problemi respiratori e patologie su cui le aziende non riconoscono la minima responsabilita)" width="700" height="561" /></a><p class="wp-caption-text">(Le polveri di metallo alzate dal vento entrano nelle case e si depositano ovunque, dai fornelli alla camera da letto. Le abitazioni sono controsoffittate ma questo non basta: quasi tutti qui, fin da giovanissimi, soffrono di problemi respiratori e patologie su cui le aziende non riconoscono la minima responsabilita&#39;)</p></div>
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		<title>Maranhão On The Road: S4C in the Land of the Landless /1</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 19:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REPORTAGE]]></category>
		<category><![CDATA[Gaia Squarci]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Di Meo]]></category>
		<category><![CDATA[Land of the Landless]]></category>
		<category><![CDATA[Maranhao]]></category>
		<category><![CDATA[Sem Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Shoot 4 Change on the road]]></category>

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		<description><![CDATA[[ENGLISH ABSTRACT: S4C photographer, Gaia Squarci is about to leave to Maranhao, a Brasilian State in the North-East of the..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[[<span style="color: #800000;"><strong>ENGLISH ABSTRACT</strong>: S4C photographer, Gaia Squarci is about to leave to </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Maranhao" target="_blank"><span style="color: #800000;">Maranhao</span></a><span style="color: #800000;">, a Brasilian State in the North-East of the Country. She&#8217;ll attend a social photography workshop with S4C photographer Giulio Di Meo. They&#8217;ll travel around the State discovering stories of the Movement of the Sem Terra (&#8220;<strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sem_Terras" target="_blank">Landless Workers&#8217; Movement</a></strong>&#8221; &#8211; learn more on Wikipedia). She volunteers to send us a daily photo &#8211; should she find a decent connection, of course &#8211; telling a story&#8230;. Ready to tour the Land of the Landless?]</span></p>
<p><span style="color: #800000;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La nostra fotografa Gaia Squarci è in partenza per lo stato brasiliano del Maranhao, nel nordest del Paese. Seguirà Giulio Di Meo (anch&#8217;egli S4C) nel suo bellissimo workshop di fotografia sociale sulle tracce del Movimento dei Sem Terras. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ha accettato (e la ringraziamo) di raccontarci, con una foto (più o meno ogni giorno, connessioni permettendo), il loro viaggio on the road alla scoperta degli asentamientos e tutte le storie lì racchiuse&#8230;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">AA</span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</span></p>
<p><em>Partenza: Milano Linate 15 luglio 2010, ore 6.35. Scali a Lisbona  e Rio per un arrivo a S. Luìs alle 0.50 del 16 luglio.</em></p>
<div id="attachment_1971" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/3389500068_15cb495149_z1.jpg"><em><img class="size-medium wp-image-1971" title="3389500068_15cb495149_z" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/3389500068_15cb495149_z1-300x250.jpg" alt="(Giulio Di Meo, Gaia Squarci e gli altri compagni di avventure saranno più o meno da queste parti...)" width="300" height="250" /></em></a><p class="wp-caption-text">(Giulio Di Meo, Gaia Squarci e gli altri compagni di avventure saranno più o meno da queste parti...)</p></div>
<p><em>Una notte in albergo e domattina subito nell’entroterra.</em></p>
<p><em>Parto per lo </em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maranh%C3%A3o" target="_blank"><em>stato del Maranhao</em></a><em>, nord-est del Brasile, per un workshop di fotografia sociale diretto dal fotografo Giulio di Meo.</em></p>
<p><em>Il viaggio si concluderà il 30 luglio, il tempo non è molto, ma si cercherà di metterlo a frutto per conoscere dall’interno il modo in cui opera il movimento Sem Terras (MST), capire come si vive negli accampamenti e asientamientos affiliati, e tradurre le impressioni in immagini che sappiano parlare.</em></p>
<p><em>Il movimento nasce negli anni 80’ in conseguenza della crisi del modello economico imperante in Brasile fin dal colonialismo: attraverso il latifondo l’1% delle famiglie ha tuttora in mano il 47% delle terre coltivabili, destinate ad estensioni di monocolture come caffè, eucalipto e cotone.</em></p>
<p><em>Ad esse si aggiungono gli investimenti delle corporation straniere che legano il paese alle proprie logiche ed esigenze economiche, impedendo di conseguenza lo sviluppo delle piccole proprietà terriere.</em></p>
<p><em>Le immense estensioni del latifondo nel 62% dei casi non sono messe a frutto e la manodopera continua a basarsi in larga parte sul lavoro schiavo; in tale stato di cose le rivendicazioni dei Sem Terras, che chiedono principalmente la riforma agraria, si basano sull’articolo della Costituzione brasiliana del 1988, secondo cui le terre coltivabili lasciate a sé stesse possono essere espropriate per il benessere sociale ed occupate da chi non ha nulla.</em></p>
<p><em>Appellandosi a questo principio i responsabili del movimento raccolgono contadini dipendenti o persone che vivono nelle favelas attorno alle città e hanno desiderio di praticare l’agricoltura possedendo terre proprie, fanno formazione politica ed economica, spiegano obiettivi, cause e conseguenze, e quando un gruppo, in genere composto da una sessantina di famiglie, è pronto e consapevole, si procede con l’occupazione di un appezzamento di terra, di solito proprietà di un latifondista (fazendero).</em></p>
<p><em>L’occupazione avviene di notte, in modo che la mattina seguente siano già in piedi le prime baracche di legno; la resistenza, all’inizio armata, deve far fronte alle incursioni violente delle guardie (guerrillos) della fazenda, e della polizia.</em></p>
<p><em>Se l’accampamento riesce a difendersi e rimane stabile per qualche tempo può iniziare la lunga trafila diplomatica e burocratica con il governo per ottenere la proprietà della terra e fondi per una strada di collegamento, corrente elettrica e l’avvio di attività di istruzione.</em></p>
<p><em>Spesso ci vogliono diversi anni prima che un accampamento possa trasformarsi in asientamiento, con le prime case di mattoni grezzi e l’avvio di attività agricole stabili.</em></p>
<p><em>E’ lì che andremo, in accampamenti e asientamientos, spostandoci in pullman, in moto o a piedi, dormiremo nelle loro case per capire le loro storie, che spero le nostre fotografie sappiano raccontare. </em></p>
<p style="text-align: right;"><em> Gaia Squarci</em></p>
<p><em> <a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/s4c-land-of-the-landless.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1977" title="s4c-land-of-the-landless" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/s4c-land-of-the-landless-300x240.jpg" alt="s4c-land-of-the-landless" width="300" height="240" /></a></em></p>
<p><em><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/logo-arcs6.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2257" title="logo-arcs" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/logo-arcs6-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/sem-terra01-1-15.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2258" title="sem-terra01-1-1" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2010/07/sem-terra01-1-15-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</em></p>
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