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	<title>Shoot 4 Change &#187; quartieri</title>
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		<title>&#8220;La bellezza, è importante la bellezza&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 11:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REPORTAGE]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
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		<category><![CDATA[i cento passi]]></category>
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		<description><![CDATA[Quartieri dall&#8217;alto (foto e testo di Mara Trovato) Agglomerati grigi, case su case, mancanza di spazi verdi, scheletri di cemento..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it--></p>
<h2>Quartieri dall&#8217;alto</h2>
<p>(foto e testo di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.maratrovato.com/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Mara Trovato</span></a></span>)</p>
<div id="attachment_9019" style="width: 522px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/quartieri/index.html#1"><img class=" wp-image-9019 " title="1" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/12/1.jpg" alt="" width="512" height="512" /></a><p class="wp-caption-text">(cliccare per la galleria fotografica)</p></div>
<p>Agglomerati grigi, case su case, mancanza di spazi verdi, scheletri di cemento incompiuti, assenza di luoghi di aggregazione sociale che non siano biliardi e circoli per anziani gestiti da una fatiscente presenza politica.</p>
<p>All&#8217;essere umano che vi abita tutto sembra, o diventa col tempo, tragicamente normale. Perché vengono progettati così certi quartieri periferici? A quale scopo? Eppure dovrebbe cominciare tutto da qui. Il cambiamento, la rinascita, la speranza di un futuro migliore. Parole sentite e risentite, slogan elettorali a scadenza periodica. Parole che non fanno più presa, non destano interesse perché qui, nella periferia catanese, il tempo si è fermato.</p>
<div id="attachment_9020" style="width: 586px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/quartieri/index.html#1" target="_blank"><img class=" wp-image-9020 " title="10" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/12/10.jpg" alt="" width="576" height="383" /></a><p class="wp-caption-text">(cliccare per la galleria fotografica)</p></div>
<p>Politicamente e socialmente tutto deve restare così com&#8217;è, e quel preciso ordine di cose tramandato meccanicamente da generazione in generazione. Forse chi vive in questi quartieri il mondo dall&#8217;alto lo deve guardare con occhi grigi. Grigi di agglomerati di cemento, sporchi, trascurati, spenti come vecchi ed inutili bastioni dove tanta gente viene ammassata. Un pullulare di energie che è meglio sedare e convincere che non esiste alternativa migliore.</p>
<p>Mara Trovato</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Visto così dall&#8217;alto, uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell&#8217;uomo e invece non è così! In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi si trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere: fanno &#8216;ste case schifose con le finestre in alluminio e i muri di mattoni finti&#8230; I balconcini, la gente ci va a abitare e ci mette le tendine, i gerani, la televisione e dopo un po&#8217; tutto fa parte del paesaggio, c&#8217;è, esiste, nessuno si ricorda più di com&#8217;era prima, non ci vuole niente a distruggere la bellezza….E allora&#8230; E allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e &#8216;ste fissarie, bisognerebbe ricordare alla gente cos&#8217;è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla….La bellezza, è importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto.&#8221;</em> <strong></strong></p>
<p><strong>Peppino Impastato</strong><br />
<!--:--><!--:en--></p>
<h5></h5>
<h2></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><!--:--></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ballarò e dintorni</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 07:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REPORTAGE]]></category>
		<category><![CDATA[Ballarò]]></category>
		<category><![CDATA[capo]]></category>
		<category><![CDATA[degrado sociale]]></category>
		<category><![CDATA[francesco scirè]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[quartieri]]></category>
		<category><![CDATA[street photography]]></category>
		<category><![CDATA[vucciria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ballarò, Vucciria e Capo progetto fotografico di Francesco Scirè [cliccare qui per vedere subito la photo gallery] Palermo è la..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Ballarò, Vucciria e Capo</h2>
<p>progetto fotografico di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.francescoscire.it/" target="_blank">Francesco Scirè</a> [<a href="http://www.s4c.it/slides/ballaro" target="_blank">cliccare qui per vedere subito la photo gallery</a>]</span></p>
<p>Palermo è la mia città e questo progetto fotografico è stato per me una forma di riconciliazione con i suoi luoghi ed i suoi contrasti. Il progetto è nato, infatti, dal desiderio di cogliere alcuni aspetti specifici della “palermitanità”: ironia, rassegnazione, contraddizioni. È stato anche un atto d’amore, e come tutti gli atti d’amore, è anche un atto di accusa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.s4c.it/slides/ballaro/index.html#01_Francesco_Scir__Ballar__e_dintorni" target="_blank"><img class="aligncenter size-large wp-image-6505" title="03_Francesco_Scirè_Ballarò_e_dintorni" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/10/03_Francesco_Scirè_Ballarò_e_dintorni-1024x775.jpg" alt="" width="614" height="465" /></a></p>
<p>Le immagini catturate nei mercati di Ballarò, la Vucciria ed il Capo vogliono soprattutto carezzare una parte della città che sta morendo, raccoglierne i palpiti di vita, offrirli come il segno di quanto può e deve essere salvato. E la città è chi la abita, un’umanità che, nel mercato, ha un sapore antico di vita per la strada. I mercati sono infatti un luogo simbolo sia della storia popolare della città, sia del degrado e dell’abbandono in cui oggi versa. Ma sono anche luoghi dove si manifestano tutte le anime vere della mia città.</p>
<p>Allo stesso tempo, questi quartieri sono anche stati i primi ad accogliere l’anima multietnica che ormai caratterizza il paese. Gli immigrati hanno ripopolato queste zone portando con sé le proprie tradizioni e fondendole con quelle esistenti, nella ricostruzione di uno spirito mediterraneo che ha caratterizzato storicamente la Sicilia.</p>
<div id="attachment_6506" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/ballaro/index.html#01_Francesco_Scir__Ballar__e_dintorni" target="_blank"><img class="size-large wp-image-6506 " title="02_Francesco_Scirè_Ballarò_e_dintorni" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/10/02_Francesco_Scirè_Ballarò_e_dintorni-1024x775.jpg" alt="" width="614" height="465" /></a><p class="wp-caption-text">(cliccare per la galleria)</p></div>
<p>La mia intenzione è stata quella di rappresentare il mercato come uno spazio vitale, concentrandomi sulle persone, gli oggetti, le merci e lasciando invece sullo sfondo chi lo frequenta, gli acquirenti.</p>
<p>Il mercato è, però, anche un luogo dove i sensi si incontrano e scontrano, si contaminano e scambiano in un impasto cangiante. Colori che hanno un profumo, sapori che gridano.</p>
<p><a href="http://www.s4c.it/slides/ballaro/index.html#01_Francesco_Scir__Ballar__e_dintorni" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6507" title="16_Francesco_Scirè_Ballarò_e_dintorni" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2011/10/16_Francesco_Scirè_Ballarò_e_dintorni-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a>Ogni volta che entravo in uno di questi mercati, abbandonavo la mia realtà del momento per entrare in un microcosmo dove non esiste classe sociale, differenza etnica, distacco intellettuale. Uomini e cose, cose da mangiare soprattutto. L’essenza, il nocciolo, il cuore dello scambio comunitario.</p>
<p>Ho immaginato il progetto come un viaggio a ritroso nel tempo, cercando di fermare l’istante in ogni singolo scatto e soffermandomi su quegli aspetti che rischiano, in breve, di sparire del tutto.</p>
<p>Nel complesso ho anche cercato di cogliere immagini “crude” e altre armoniche, vivendo in questo accostamento i contrasti che segnano la mia terra. Unico punto fermo, comune a tutti gli scatti, è stato quello di proporre immagini vere, non costruite.</p>
<p>La scelta del colore si è imposta quasi naturalmente perché mi ha permesso di evidenziare aspetti della quotidianità del mercato. Dettagli, piccoli particolari che il colore sottolinea e che il bianco e nero avrebbe rischiato di far perdere.</p>
<p>Pur avendo in testa un’idea complessiva del lavoro che volevo realizzare, mi sono spesso fatto trascinare dalle sensazioni del momento: molte foto sono nate così, dall’atmosfera respirata in quel momento, a quell’ora del giorno, con quel profumo nell’aria.</p>
<p><a href="http://www.francescoscire.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Francesco Scirè</span></a>/S4C</p>
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