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	<title>Shoot 4 Change &#187; libertà di espressione</title>
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		<title>Voci nel deserto: frammenti di libertà di pensieroVoci nel deserto: frammenti di libertà di pensiero</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 14:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[EVENTS]]></category>
		<category><![CDATA[EXHIBITIONS]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di informazione]]></category>
		<category><![CDATA[S4C]]></category>
		<category><![CDATA[teatro sociale]]></category>
		<category><![CDATA[voci nel deserto]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato teatrale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri ho conosciuto delle Voci. Voci nel deserto, per la precisione. Capita anche questo in una torrida estate romana. Voci..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><!--:it-->Ieri ho conosciuto delle Voci. <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.vocineldeserto.it/" target="_blank">Voci nel deserto</a></span>, per la precisione.<br />
Capita anche questo in una torrida estate romana.</p>
<p>Voci nel Deserto ai Giardini della Filarmonica a Roma, quindi.</p>
<p>Quindici attori di questo particolarissimo collettivo teatrale  civile costruito sulla ‘raccolta differenziata di frammenti di memoria’ ripropone testi di altri tempi come insospettabili spunti di riflessione su temi di grande attualità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-8563" title="vocineldeserto_amendola_30luglio12_201" src="https://img20.imageshack.us/img20/230/vocineldesertoamendola3.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p style="text-align: left;">Decontestualizzati, acquisiscono una voce e vengono messi in relazione attraverso la musica live o gestita da un DJ: ne scaturisce una narrazione del presente che non può non sorprendere nel momento in cui viene ristabilito l’ordine temporale e ricollocata ogni frase nel proprio scenario d’origine. La forza delle parole e le suggestioni emotive della performance aprono nuovi canali d’ascolto, aiutando a decifrare un presente che evidentemente affonda le radici negli errori del passato e si protende verso un futuro sempre troppo prevedibile.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-8564" title="vocineldeserto_amendola_30luglio12_231" src="https://img43.imageshack.us/img43/230/vocineldesertoamendola3.jpg" alt="" width="300" height="200" />Nata nel 2009, l’idea di teatro civile Voci nel deserto è un progetto collettivo basato sul concetto di libertà di pensiero; sta sviluppando un pubblico affezionato e partecipativo in continuo aumento e alimenta un network spontaneo attivo su tutto il territorio italiano. In tre anni ha totalizzato circa 15.000 spettatori a Roma, coinvolto 140 artisti e altre 5 città italiane (Bergamo, Bologna, Rimini, Ravenna, Catania), arrivando anche a Parigi e a New York.</p>
<p style="text-align: left;">Voci nel deserto è un appuntamento fisso con la memoria, un rave teatrale aperto a tutti, gratuito, alimentato dall’impegno e dalla generosità di attori e pubblico. Il Brancaleone di Roma ospita la kermesse l’ultimo venerdì di ogni mese, ma le Voci si sono levate anche in altri spazi e teatri, come il Centro Culturale Elsa Morante, il Teatro Biblioteca Quarticciolo e il Quirinetta, totalizzando 55 repliche solo nella Capitale. Il progetto va molto oltre l’esperienza teatrale, è anche evento di strada durante manifestazioni in difesa di diritti, incontro libero davanti ai microfoni radiofonici, è stato introdotto nelle scuole (Liceo Tasso e Torricelli) e nelle Università (Facoltà di Fisica della Sapienza, Istituto Europeo di Design) su richiesta degli studenti stessi, per dar voce ad un’esperienza nuova e partecipata in ambito formativo.</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/6a-d1Xaf1qY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: left;">Il sito <a href="http://www.vocineldeserto.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">vocineldeserto.it</span> </a> insieme alla pagina Facebook ,vuole essere il luogo di incontro per tutti coloro che intendono partecipare contribuendo alla raccolta di frammenti, promuovendo l’iniziativa o addirittura replicandola liberamente.</p>
<p>I “frammenti di libertà di pensiero” di maggior risonanza con l’attualità sono stati catalogati, i primi 250 raccolti in un libro; oggi sono 500 e il secondo volume è in attesa di stampa.</p>
<p>Possibile che fosse già tutto previsto? Forse sì. Qualcuno ci aveva avvertito: da Tucidide a Pasolini, passando per Prezzolini, Orwell, Terzani e moltissimi altri… Le loro parole oggi ci offrono una chiave di lettura – quasi umiliante nella sua preveggenza – sul perché siamo arrivati a questo punto.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-8560" title="vocineldeserto_amendola_30luglio12_040" src="https://img850.imageshack.us/img850/230/vocineldesertoamendola3.jpg" alt="" width="300" height="200" />Sarebbe bello farle diventare anacronistiche.</p>
<p>Cosa ho visto nelle poche ore passate con loro, dietro le quinte, durante le prove dello spettacolo? Un gruppo di volontari appassionati di teatro e che credono fortemente che non sia mai troppo tardi per pensare e per stimolare pensieri nuovi attravero l&#8217;esempio del passato.</p>
<p>Anche questa è resistenza intellettuale.</p>
<p>Ovviamente S4C seguirà le voci nel deserto e darà volto e suono ogni volta che potrà.</p>
<p>Perchè crediamo, mai come adesso, che più occhi vuol dire più voci. Più voci significano più storie.</p>
<p>E più storie vuol dire&#8230;.meno scuse.</p>
<p>Antonio Amendola</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-8559" title="vocineldeserto_amendola_30luglio12_035" src="https://img822.imageshack.us/img822/230/vocineldesertoamendola3.jpg" alt="" width="467" height="700" /></p>
<p><!--:--><!--:en-->Ieri ho conosciuto delle Voci. <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.vocineldeserto.it/" target="_blank">Voci nel deserto</a></span>, per la precisione.<br />
Capita anche questo in una torrida estate romana.</p>
<p>Voci nel Deserto ai Giardini della Filarmonica a Roma, quindi.</p>
<p>Quindici attori di questo particolarissimo collettivo teatrale  civile costruito sulla ‘raccolta differenziata di frammenti di memoria’ ripropone testi di altri tempi come insospettabili spunti di riflessione su temi di grande attualità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-8563" title="vocineldeserto_amendola_30luglio12_201" src="https://img20.imageshack.us/img20/230/vocineldesertoamendola3.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p style="text-align: left;">Decontestualizzati, acquisiscono una voce e vengono messi in relazione attraverso la musica live o gestita da un DJ: ne scaturisce una narrazione del presente che non può non sorprendere nel momento in cui viene ristabilito l’ordine temporale e ricollocata ogni frase nel proprio scenario d’origine. La forza delle parole e le suggestioni emotive della performance aprono nuovi canali d’ascolto, aiutando a decifrare un presente che evidentemente affonda le radici negli errori del passato e si protende verso un futuro sempre troppo prevedibile.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-8564" title="vocineldeserto_amendola_30luglio12_231" src="https://img43.imageshack.us/img43/230/vocineldesertoamendola3.jpg" alt="" width="300" height="200" />Nata nel 2009, l’idea di teatro civile Voci nel deserto è un progetto collettivo basato sul concetto di libertà di pensiero; sta sviluppando un pubblico affezionato e partecipativo in continuo aumento e alimenta un network spontaneo attivo su tutto il territorio italiano. In tre anni ha totalizzato circa 15.000 spettatori a Roma, coinvolto 140 artisti e altre 5 città italiane (Bergamo, Bologna, Rimini, Ravenna, Catania), arrivando anche a Parigi e a New York.</p>
<p style="text-align: left;">Voci nel deserto è un appuntamento fisso con la memoria, un rave teatrale aperto a tutti, gratuito, alimentato dall’impegno e dalla generosità di attori e pubblico. Il Brancaleone di Roma ospita la kermesse l’ultimo venerdì di ogni mese, ma le Voci si sono levate anche in altri spazi e teatri, come il Centro Culturale Elsa Morante, il Teatro Biblioteca Quarticciolo e il Quirinetta, totalizzando 55 repliche solo nella Capitale. Il progetto va molto oltre l’esperienza teatrale, è anche evento di strada durante manifestazioni in difesa di diritti, incontro libero davanti ai microfoni radiofonici, è stato introdotto nelle scuole (Liceo Tasso e Torricelli) e nelle Università (Facoltà di Fisica della Sapienza, Istituto Europeo di Design) su richiesta degli studenti stessi, per dar voce ad un’esperienza nuova e partecipata in ambito formativo.</p>
<p style="text-align: left;">Il sito <a href="http://www.vocineldeserto.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">vocineldeserto.it</span> </a> insieme alla pagina Facebook ,vuole essere il luogo di incontro per tutti coloro che intendono partecipare contribuendo alla raccolta di frammenti, promuovendo l’iniziativa o addirittura replicandola liberamente.</p>
<p>I “frammenti di libertà di pensiero” di maggior risonanza con l’attualità sono stati catalogati, i primi 250 raccolti in un libro; oggi sono 500 e il secondo volume è in attesa di stampa.</p>
<p>Possibile che fosse già tutto previsto? Forse sì. Qualcuno ci aveva avvertito: da Tucidide a Pasolini, passando per Prezzolini, Orwell, Terzani e moltissimi altri… Le loro parole oggi ci offrono una chiave di lettura – quasi umiliante nella sua preveggenza – sul perché siamo arrivati a questo punto.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-8560" title="vocineldeserto_amendola_30luglio12_040" src="https://img850.imageshack.us/img850/230/vocineldesertoamendola3.jpg" alt="" width="300" height="200" />Sarebbe bello farle diventare anacronistiche.</p>
<p>Cosa ho visto nelle poche ore passate con loro, dietro le quinte, durante le prove dello spettacolo? Un gruppo di volontari appassionati di teatro e che credono fortemente che non sia mai troppo tardi per pensare e per stimolare pensieri nuovi attravero l&#8217;esempio del passato.</p>
<p>Anche questa è resistenza intellettuale.</p>
<p>Ovviamente S4C seguirà le voci nel deserto e darà volto e suono ogni volta che potrà.</p>
<p>Perchè crediamo, mai come adesso, che più occhi vuol dire più voci. Più voci significano più storie.</p>
<p>E più storie vuol dire&#8230;.meno scuse.</p>
<p>Antonio Amendola</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-8559" title="vocineldeserto_amendola_30luglio12_035" src="https://img822.imageshack.us/img822/230/vocineldesertoamendola3.jpg" alt="" width="467" height="700" /></p>
<p><!--:--></p>
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		<title>La forza delle immagini che non abbiamo ancora visto&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 07:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TALK4CHANGE]]></category>
		<category><![CDATA[Abu Gahibr]]></category>
		<category><![CDATA[forza delle immagini]]></category>
		<category><![CDATA[freedom of expression]]></category>
		<category><![CDATA[informazione libera]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Neda Agha-Soltan]]></category>
		<category><![CDATA[Ny times]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[S4C]]></category>
		<category><![CDATA[shoot for change]]></category>

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		<description><![CDATA[Ce lo siamo già detti. Una grande fotografia può catturare &#8220;il momento decisivo&#8220;, come diceva Cartier-Bresson. Denunciare verità scomode, sconvolgere..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ce lo siamo già detti. Una grande fotografia può catturare &#8220;<em>il momento decisivo</em>&#8220;, come diceva Cartier-Bresson.</p>
<p>Denunciare verità scomode, sconvolgere l&#8217;opinione pubblica, sbattere in faccia la cruda verità. Tutto questo per un fotoreporter degno di questo nome è istintivo. Fa parte di una sorta di codice deontologico che permea la sua vita ed è insito nella sua macchina fotografica.</p>
<p>Teddy Roosvelt battezzò &#8220;<em>Muckraker</em>&#8221; (pescatori nel torbido) quei fotografi che denunciarono lo sfruttamento minorile negli USA.</p>
<p>Il problema, a volte, però, non è pescare nel torbido. E&#8217; riuscire a mostrare quel che si è scoperto.</p>
<p>Vi segnalo un bellissimo articolo del <a href="http://ethicist.blogs.nytimes.com/2009/06/29/the-power-of-pictures/?hp" target="_blank">NY TIMES </a>a proposito della forza esplosiva dell&#8217;ormai tristemente famosa foto di Neda Agha-Soltan, vero simbolo (suo malgrado, immagino) della rivolta in Iran. Nell&#8217;articolo viene riportato un momento di imbarazzo del Presidente Obama che, intervenuto sul tema della potenza delle immagini e di quanto queste possono aiutare a muovere i sentimenti di una nazione, ha usato (ne sono certo, suo malgrado) argomenti piuttosto deboli sull&#8217;uso di foto inedite dei campi di detenzione Usa in giro per il mondo.</p>
<p>Ricordate Abu Gahibr?</p>
<div id="attachment_162" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-162" title="Abu Ghraib" src="https://shootforchange.files.wordpress.com/2009/07/abu-ghraib1.jpg?w=300" alt="Lo scandalo di Abu Ghraib" width="300" height="198" /><p class="wp-caption-text">Lo scandalo di Abu Ghraib</p></div>
<p>La foto di quelle torture, in un certo senso, segnò il momento di svolta della politica americana. Costrinse gli Stati Uniti a guardarsi allo specchio. Fu una sberla in faccia e li fece risvegliare dal torpore morale nel quale erano caduti. Li costrinse a fare i conti con la propria storia e con i propri valori. Fortunatamente è andata bene.</p>
<p>Quella foto servì. Era potente. Assolse il suo compito.</p>
<p>Ora ci dicono che ce ne sono altre in giro ma che un uso non accorto potrebbe avere effetti indesiderati.</p>
<p>Può essere vero. Ma la trasparenza è il fondamento della democrazia.</p>
<p>Ad ogni modo, lungi dal volermi impelagare in un discorso politico, vi segnalo la classifica che <a href="http://www.vanityfair.com/culture/features/2008/11/25best_slideshow200811?slide=1#globalNav" target="_blank">Vanity Fair USA ha stilato una lista delle 25 migliori fotografie di cronaca</a>. Quelle, per intenderci, che hanno davvero cambiato qualcosa&#8230;</p>
<div id="attachment_164" style="width: 238px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-164" title="cusl03_25best0811" src="https://shootforchange.files.wordpress.com/2009/07/cusl03_25best0811.jpg?w=228" alt="L'immagine  simbolo della Grande Depressione (Dorothea Lange)" width="228" height="300" /><p class="wp-caption-text">L&#39;immagine simbolo della Grande Depressione (Dorothea Lange)</p></div>
<p> Dallo splendido ritratto di Florence Owens Thompson scattato da Dorothea Lange (che per tutti è il simbolo della Grande Depressione)</p>
<p>all&#8217;esecuzione del miliziano Viet Cong nel 68 scattata da Eddie Adams.</p>
<div id="attachment_166" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img class="size-medium wp-image-166" title="Eddie Adams uccisione Viet Cong" src="https://shootforchange.files.wordpress.com/2009/07/eddie-adams-uccisione-viet-cong.jpg?w=300" alt="Saigon, 1968 (Eddie Adams)" width="300" height="216" /><p class="wp-caption-text">Saigon, 1968 (Eddie Adams)</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Dalla foto di Douglas Martin che rese conto dell&#8217;ingresso del primo studente di colore in un liceo di Charlotte</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dt class="wp-caption-dt"></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<div id="attachment_176" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-medium wp-image-176" title="first black student high school Charlotte di Douglas Martin" src="https://shootforchange.files.wordpress.com/2009/07/first-black-student-high-school-charlotte-di-douglas-martin1.jpg?w=300" alt="primi studenti di colore in un liceo di Charlotte (Douglas Martin)" width="300" height="195" /><p class="wp-caption-text">primi studenti di colore in un liceo di Charlotte (Douglas Martin)</p></div>
</dd>
</div>
<p> </p>
<p>all&#8217;avvoltoio di osserva una sua prossima preda in Sudan (la foto è di Kevin Carter).</p>
<div id="attachment_169" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-medium wp-image-169" title="Kevin Carter in Sudan" src="https://shootforchange.files.wordpress.com/2009/07/kevin-carter-in-sudan.jpg?w=300" alt="Sudan (foto di Kevin Carter)" width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">Sudan (foto di Kevin Carter)</p></div>
<p>O la foto dell&#8217;arresto della Storia a Tienanmen, congelato da Stuart Franklin.</p>
<div id="attachment_170" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-medium wp-image-170" title="Stuart Franklin Tienanmen" src="https://shootforchange.files.wordpress.com/2009/07/stuart-franklin-tienanmen.jpg?w=300" alt="Piazza Tienanmen (Stuart Franklin)" width="300" height="204" /><p class="wp-caption-text">Piazza Tienanmen (Stuart Franklin)</p></div>
<p>O Hiroshima</p>
<div id="attachment_172" style="width: 190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-medium wp-image-172" title="Hiroshima" src="https://shootforchange.files.wordpress.com/2009/07/hiroshima.jpg?w=180" alt="Hiroshima" width="180" height="300" /><p class="wp-caption-text">Hiroshima</p></div>
<p>O la liberazione di Berlino</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-173" title="Berlino" src="https://shootforchange.files.wordpress.com/2009/07/berlino.jpg?w=300" alt="Berlino" width="300" height="183" /></p>
<p> </p>
<p>La lista è lunghissima e potrebbe, anzi, essere sterminata.</p>
<p>Comincio a pensare, comunque, che la vera forza è delle immagini che ancora non abbiamo visto.</p>
<p>Antonio/Shoot For Change</p>
<p>PS chiudo segnalandovi una bella poesia dell&#8217;intellettuale iraniano Rafey Abib in memoria di Neda Agha-Soltan:</p>
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Nhi2w2joJ4c&amp;feature=fvsr]
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