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	<title>Shoot 4 Change &#187; emarginazione sociale</title>
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		<title>Lena dei cani</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 06:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REPORTAGE]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Lena l’ho incontrata per caso in novembre, mentre lavoravo ad un altro reportage, un mese prima della sua morte, avvenuta..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lena l’ho incontrata per caso in novembre, mentre lavoravo ad un altro reportage, un mese prima della sua morte, avvenuta durante questo periodo natalizio appena trascorso. Viveva da sola e non aveva nessuno. Quella di questo reportage è probabilmente l’unica foto disponibile di lei. Senza non ne sarebbe rimasta alcuna traccia ed è da questa riflessione che poi sono partita per documentare il posto in cui ha vissuto coi suoi randagi nell’indifferenza di tutti.</em></p>
<p>Romina Arena</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Quel che resta di Lena</h2>
<p>(una storia di <a href="http://diaryofamessylady.blogspot.it" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Romina Arena</span></a>/S4C Reggio Calabria)</p>
<p>Nella città metropolitana la gente sfreccia in SUV anche se le strade non sono quelle dei canyon. La città ricca respira lustrini e si specchia nelle vetrine delle firme costose. Reggio è una città che soffoca nei bordi delle pellicce, una città che langue sui risvolti dei portafogli.</p>
<p>Una città dove si muore soli.</p>
<div id="attachment_11771" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-11771 " src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_002-1024x682.jpg" alt="(Reggio Calabria, &quot;Quel che resta di Lena&quot;)" width="614" height="409" /><p class="wp-caption-text">(Reggio Calabria, &#8220;Quel che resta di Lena&#8221;)</p></div>
<p>Per strada, a ridosso dei cassonetti dell’immondizia. Mentre ci si contempla nel riflesso delle proprie buone azioni, nel centesimo che brilla nella cesta delle offerte, altrove si muore in silenzio senza nemmeno accorgersene. Come si è vissuti, senza che gli altri se ne accorgessero.</p>
<div id="attachment_11779" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_013.jpg"><img class="size-medium wp-image-11779" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_013-200x300.jpg" alt="(l'unica immagine che resta di Lena)" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">(l&#8217;unica immagine che resta di Lena)</p></div>
<p>Maddalena, Lena, è vissuta così, non lontano dal centro grasso della città, dentro un tugurio fatiscente, circondata dai suoi cani, le sue uniche amicizie, la sua unica consolazione. Gliela leggevi in faccia, nelle pieghe marcate delle rughe, la sua solitudine. Gli leggevi in faccia che la vita era quella che era e come era bisognava accettarla.</p>
<p>C&#8217;erano i cani da sfamare, uscendo alle 4 del mattino per rovistare nei cassonetti dell&#8217;immondizia alla ricerca degli avanzi buttati da ristoranti e pizzerie; c&#8217;era l&#8217;indifferenza della gente da sopportare, quella che ti scansa, quella che ti scaccia, quella che ti passa accanto e si tura il naso per non sentire la puzza; il buonismo una tantum delle suore che credono che la vita si affronti ad ostie e rosari e che il dolore e la sofferenza siano le chiavi per il cancello dei cieli. A due passi dalla città opulenta la solitudine sa mordere come un mastino incarognito e la miseria sa essere nera come il pozzo più fondo.</p>
<p>Lena non possedeva nulla, assieme ai randagi che arrivavano alla sua porta viveva in tre stanze ammorbate da un puzzo infernale. Niente elettricità e, forse, niente acqua. Brande divelte, uno o due mobili sfondati, muri scrostati e coperte lerce sparse ovunque aprono uno scenario di desolazione e abbandono. Insieme al tanfo si insinuano domande che nascondono risposte di ghiaccio. Dove eravamo? Non c’eravamo. Per i suoi cani. Per lei.</p>
<p>Non si sa di cosa vivesse, forse che a rovistare nell’immondizia per i suoi cani, alla fine, rovistasse anche per sé. Accanto alla porta d’ingresso è rimasto un frigo incrostato con dentro un avanzo di provola ed uno yogurt, bicchieri di plastica e stracci. Altrove, in un groviglio di suppellettili messe a soqquadro, sopra una foto incollata alla parete, un orologio è fermo alle 10:49 di chissà che giorno, di chissà che anno. A Lena non è bastata una madonna inchiodata al muro per difenderla dal buio della notte che avvolge chi è dannato sulla terra.</p>
<p>Nelle città, in tutte le città, in cui il benessere materiale scorre come un eldorado verso le fogne sudice del sottosuolo; in cui la gente si fregia della medaglia della solidarietà buttando distrattamente un centesimo nella ciotola del barbone; in cui accecati dalla miopia delle nostre vite, dai mal di pancia del nostro scontento, dal tutto che non ci basta non siamo in grado di leggere la povertà che ci scivola accanto silenziosa e dignitosa ogni Lena lercia che nella sua miseria accoglie un randagio e condivide con esso quel niente che ha ci serva da insegnamento, da rimprovero, da schiaffo. Ci serva per imparare a distinguere la pietà dalla compassione.</p>

<a href='https://www.shoot4change.eu/lena-dei-cani/rominaarena_2014_lena_013/'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_013-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="(l&#039;unica immagine che resta di Lena)" /></a>
<a href='https://www.shoot4change.eu/?attachment_id=11774'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_005-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RominaArena_2014_Lena_005" /></a>
<a href='https://www.shoot4change.eu/?attachment_id=11773'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_004-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RominaArena_2014_Lena_004" /></a>
<a href='https://www.shoot4change.eu/?attachment_id=11772'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_003-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RominaArena_2014_Lena_003" /></a>
<a href='https://www.shoot4change.eu/?attachment_id=11778'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_010-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RominaArena_2014_Lena_010" /></a>
<a href='https://www.shoot4change.eu/?attachment_id=11777'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_009-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RominaArena_2014_Lena_009" /></a>
<a href='https://www.shoot4change.eu/?attachment_id=11776'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_008-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RominaArena_2014_Lena_008" /></a>
<a href='https://www.shoot4change.eu/?attachment_id=11775'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_007-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="RominaArena_2014_Lena_007" /></a>
<a href='https://www.shoot4change.eu/lena-dei-cani/rominaarena_2014_lena_002/'><img width="150" height="150" src="https://www.shoot4change.eu/wp-content/uploads/2014/01/RominaArena_2014_Lena_002-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="(Reggio Calabria, &quot;Quel che resta di Lena&quot;)" /></a>

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		<title>The Forgotten I i dimenticati I los olvidados</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 11:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REPORTAGE]]></category>
		<category><![CDATA[adwa]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[carolina paltrinieri]]></category>
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		<description><![CDATA[(english and spanish below, thanks to Eva Quesada for the translation) THE FORGOTTEN, i dimenticati (una storia di Carolina Paltrinieri*/S4C)..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;"><strong>(english and spanish below, thanks to Eva Quesada for the translation)</strong></span></p>
<h2>THE FORGOTTEN, i dimenticati</h2>
<p>(una storia di Carolina Paltrinieri*/S4C)</p>
<p>I dimenticati.</p>
<p>Ragazze, anziane e fanciulli di cui si cerca di cancellarne ogni traccia di esistenza.</p>
<p>Sono i più poveri tra i poveri. Quelli di cui ci si infastidisce sentendoli nominare. Sono quelli da oscurare, da non nominare&#8230;Non esistono davvero.</p>
<p>In Etiopia, ad Adwa, esiste un posto dimenticato dal mondo, dimenticato dalla stessa Adwa. Un posto che se chiedi informazioni per trovarlo neanche i cittadini sanno indicarti la strada. Un posto in cui donne e bambini abbandonati vivono (sopravvivono) ammassati, senza considerazione da parte dei poveri meno sfortunati che possono permettersi una misera stanza tra mura più forti.</p>
<div id="attachment_9711" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/theforgotten" target="_blank"><img class=" wp-image-9711 " title="7" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2013/03/7-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></a><p class="wp-caption-text">(cliccare per la galleria fotografica)</p></div>
<p>Un antico capannone che risale alla guerra con gli italiani del 1933-35. Un vecchio magazzino degli armamenti che ora “ospita” madri abbandonate costrette a prostituirsi, bambini abbandonati e analfabeti, anziane malate. Quella gente di cui nessuno vuole sentir parlare. Quei maledetti di cui se ne ignora l&#8217;esistenza.</p>
<p>Eppure ci sono, sono tanti e sono disperati.</p>
<p>Il loro grido disperato è arrivato alle orecchie di Suor Laura Girotto e della sua comunità salesiana presente ad Adwa. La Missione salesiana Kidane Mehret di Adwa da anni li sostiene portando loro cibo e garantendo loro assistenza sociale e sanitaria.</p>
<p>E ora, come se non bastasse, il capannone che da anni li ha ospitati, sta letteralmente crollando sulle loro teste. Non sanno a chi rivolgersi, è inutile, loro NON ESISTONO. Non può essere vero che esista gente più povera e misera degli ultimi&#8230;</p>
<p>Il tentativo della Missione salesiana, con l&#8217;appoggio dell&#8217;Associazione Amici di Adwa ONLUS, è la demolizione e costruzione di case dignitose per tutte le famiglie;ma tutto questo è fallito, bloccato dall&#8217;Amministrazione comunale con scuse incomprensibili tra le quali la salvaguardia di un edificio storico.</p>
<p>L&#8217;intenzione di abbandonare la causa, e con essa tutti quei disperati è fuori discussione!</p>
<p>&#8230;Visitando il campo italiano (così chiamato per la storia che rappresenta) non si può rimanere indifferenti allo sguardo incredibilmente felice e grato dei bambini che vi ci abitano. Le anziane signore benedicono il passaggio di Suor Laura e dei volontari che vengono per portare aiuti di ogni genere. Ringraziano il Signore del saluto di questa gente&#8230;quanta indifferenza devono avere sopportato per gioire dello sguardo interessato di qualcuno&#8230;</p>
<p>Carolina Paltrinieri/S4C</p>
<p>*questo reportage è stato recentemente premiato nell&#8217;ambito dei Nikon Award 2013</p>
<h1><span style="color: #800000;">The Forgotten</span></h1>
<p><span style="color: #800000;">(a story by Carolina Paltrinieri*/S4C)</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Women, children and seniors, whose every trace of existence is being erased. The poorest among the poor. Those who annoy just by being named. Those that remain in the darkness. Those that don’t really exist.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">In Adwa, Ethiopia, there is a place that has been forgotten by the world, it has even been forgotten by Adwa itself. A place that not even Adwa’s citizens can give directions to.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">A place where abandoned women and children live (survive) without any consideration from the more fortunate poor, those that can at least afford some sort of roof over their heads.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">An ancient bell tower that served to announce the war with Italy in 1933-35: an old armoury that now houses abandoned mothers, driven to prostitution, abandoned children, illiterate, abandoned seniors, ailing. All of them, people that no one is willing to mention, to recognize, people too miserable to be acknowledged.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">They are too many and they are truly desperate.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9712" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/theforgotten" target="_blank"><img class=" wp-image-9712 " title="10" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2013/03/10-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></a><p class="wp-caption-text">(click to see the photo gallery)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #800000;">Their call for help found its way to Sister Laura Girotto and her salesian community in Adwa. The Kidane Mhret mission has been procuring them medical and sanitary aid for years.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">And now, as if it was not enough, the bell tower that has sheltered them for years is literally crumbling over their heads without them even knowing who they can go to for help, because they don’t exist; because people that are poorer than the poor, simply, can’t exist.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">The salesian mission of Sister Girotto tried, with help from the Friends of Adwa Foundation ONLUS, to demolish the bell tower an instead build proper houses for the families but their efforts led nowhere. The local government rejected the project citing the importance of preserving a historical building.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Considering giving up and, therefore, abandoning these people again is out of discussion!</span></p>
<p><span style="color: #800000;">After visiting the “Italian camp” (as it’s called by the locals due to its history) one can’t remain indifferent to the immensely happy look in the children’s eyes. Old women bless Sister Laura and the volunteers as they walk by. They thank God whenever someone visits them. How much indifference must they have suffered for them to be grateful whenever someone turns its eyes towards them?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Carolina Paltrinieri/S4C</span></p>
<p><span style="color: #800000;"> *this reportage has lately been awarder at the Nikon Award 2013</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><span style="color: #000080;">Los olvidados</span></h1>
<p><span style="color: #000080;">(de Carolina Paltrinieri*/S4C)</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Mujeres, ancianos y jóvenes de los que se busca borrar toda huella de existencia. Los más pobres de los pobres. Aquellos que fastidian sólo de nombrarlos. Son aquellos que se encuentran en la oscuridad. Aquellos que realmente no existen.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">En Etiopía, en Adwa, existe un lugar olvidado del mundo, olvidado incluso por la propia Adwa. Un lugar del que incluso, si pides información sobre él, los propios citadinos, no saben dar referencia alguna.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Un lugar donde mujeres y niños abandonados viven (sobreviven) sin ninguna consideración de parte de los pobres más desafortunados, quienes sí se pueden permitir al menos el lujo de una precaria habitación.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Un antiguo campanario que llamó a la guerra con los italianos en 1933-35. Un viejo almacén de armas que   hoy hospeda madres abandonadas forzadas a prostituirse, niños abandonados, analfabetas y ancianos enfermos. Esa gente de la cual nadie quiere hablar ni escuchar. Aquellos miserables de los que se ignora su propia existencia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9710" style="width: 624px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.s4c.it/slides/theforgotten" target="_blank"><img class=" wp-image-9710 " title="1" src="https://www.shoot4change.net/wp-content/uploads/2013/03/1-1024x682.jpg" alt="" width="614" height="409" /></a><p class="wp-caption-text">(click to see the photo gallery)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000080;">Son muchos y están realmente desesperados.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Su grito de auxilio llegó a sor Laura Girotto y su comunidad salesiana en Adwa. La misión Kidane Mhret desde hace años les procura asistencia social y sanitaria.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Y ahora, como si no bastase, a su situación se añade que el campanario que por  años les ha hospedado, está literalmente cayendo sobre sus cabezas sin que ellos sepan ni siquiera a quién dirigirse para dar con una solución. Porque ellos no existen, porque es imposible pensar que exista gente más pobre que la pobre.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">La misión salesiana intentó, con el apoyo de la asociación de amigos di Adwa ONLUS, demoler y construir casas dignas para todas las familias. Sin embargo, los esfuerzos fueron infructuosos ante la negativa de la Administración Comunal, cuyas razones para detener el proyecto, se basaron en una serie de excusas incomprensibles de querer salvaguardar un edificio histórico.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">La intención de abandonar la causa y con ella, abandonar a toda esa gente desesperada, está fuera de discusión!</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Visitando “el campo italiano” (como se le llama localmente por su historia) no se puede permanecer indiferente ante la mirada increíblemente feliz de los niños que  allí viven. Las ancianas bendicen el paso de Sor Laura y de los voluntarios que asisten para llevar ayuda de diverso tipo. Agradecen al Señor la presencia de cada una de la gente que llega. Cuánta indiferencia deben haber soportado para realmente agradecer que alguien los mire.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Carolina Paltrinieri/S4C</span></p>
<p><span style="color: #000080;">*ester reportage ha sido recientemente premiado a los Nikon Award 2013 en Italia.</span></p>
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