Il Carnevale a Scampia

(NdR: l’evento è stato seguito da Andrea Ranalli e Guillermo Luna, entrambi membri attivi di S4C. Di ciascuno riportiamo delle gallerie fotografiche, una in bianco e nero ed una a colori. Due interpretazioni diverse dello stesso evento. L’eterogeneità dei punti di vista è il valore aggiunto di S4C)

Il Carnevale di Scampia

Testo: Andrea Ranalli, foto: Andrea Ranalli e Guillermo Luna

Scampia è nota alle cronache per essere “il quartiere della Camorra”, per lo spaccio di droga, per l’elevato tasso di criminalità… insomma per essere un quartiere  da evitare, da dimenticare.

Per i mass media è stato facile negli anni limitare il racconto di Scampia alle guerre fra i clan, ai morti ammazzati ed alle ville di Sandokan. Scampia però è, come tutte, una realtà complessa che è impossibile descrivere in poche parole.

Scampia per me è stata la scoperta che dentro quelle case vive una moltitudine di brave persone, che seppur schiacciate dalla criminalità, non si arrendono e non soccombono alle scelte più facili

Ho scoperto Scampia nel 2005, grazie ad una associazione calcistica, l’ARCI Scampia, ed ai sui magnifici dirigenti e ragazzi. Con loro ho scoperto anche il Gridas, il Gruppo Risveglio Dal Sonno, fondato da Mirella e Felice Pignataro. Ed è proprio uno degli eventi del Gridas, che ho provato a raccontare in queste foto. Si tratta del XXIX Carnevale di Scampia.

(cliccare qui per la gallery di Andrea Ranalli)

Domenica 6 marzo 2011 si è infatti svolto il 29° corteo di Carnevale di Scampia, proposto dal GRIDAS alle scuole e alle associazioni e realtà attive nel quartiere e non solo. Circa un mese di laboratori hanno ridato vita a materiali per lo più di risulta, restituendo dignità ai cosiddetti “rifiuti” per costruire maschere e strutture a tema che percorreranno in corteo le strade del quartiere, riappropriandosi del territorio e denunciando le storture della società.

Il tema scelto per quest’anno è stato: “LA RESA DEI CONTI ovvero CONTI E RICONTI – SPARTIZIONI E DETRAZIONI”, con riferimento all’esplosione della crisi e delle lotte sociali, nonché ai conti e conteggi: dai bilanci sempre più in rosso alla conta e compravendita dei voti per continuare a mal governare il Paese, dalle spartizioni di competenze, di appalti, di poltrone ai salvagente per mettersi in salvo mentre lo stato sociale cala a picco. Ma anche ai bilanci di lotte e battaglie, non quelle che portarono alla nascita dell’Italia 150 anni fa, ma le battaglie per la rivendicazione dei diritti inalienabili che ancora e nuovamente devono essere difesi con i denti: 10 anni di proposte e indicazioni per evitare questa crisi, formulate a Genova nel 2001, i numeri eccezionali del popolo dell’acqua, degli studenti sui tetti, degli operai, nuovi e vecchi migranti, sulle gru e dunque le voci quelle tenute in conto e quelle che si vogliono soffocare e che invece devono tornare a contare.

(cliccare qui per la gallery di Guillermo Luna)

Come consuetudine, si sono alternate nel corteo corteo maschere positive e negative, chi conta e chi non conta, chi dovrebbe contare e chi egemonizza la scena, in una allegorica lotta che culminerà nel falò finale, che, bruciando i simboli negativi, vedrà, trionfare quelli positivi.

A simboleggiare i conteggi di chi ci mal-governa, un enorme pallottoliere su cui scorrono le varie problematiche sociali gestite come meri numeri, senza considerazione alcuna del loro rapporto con la realtà e, soprattutto, con le persone che ne subiscono le conseguenze. Ecco, dunque, che da un lato del pallottoliere si leggono i numeri dei tagli alla spesa pubblica (secondo il Disegno di legge di Bilancio in discussione alla camera per il 2011): – 22% all’agricoltura, -8,6% alla ricerca, -24,3% allo sviluppo sostenibile, -11,5% alla tutela dei beni culturali e paesaggistici, -10,4% all’università, -4,9% all’istruzione scolastica, -10,7% alle politiche sociali. Dall’altro lato del pallottoliere, si leggono alcune voci “emblematiche” di più vaste categorie di persone e situazioni: i precari, e la precarietà lavorativa e sociale di tutti quelli che sono costretti a lottare per trovare o per mantenere con i denti un posto di lavoro che va sempre più disumanizzandosi; i rimpatriati, e gli ultimi degli ultimi che approdano sulle nostre coste alla ricerca di un mondo migliore: quel millantato “paradiso” che, anziché accoglierli, li respinge o li lascia morire in mare o in disumanizzanti lavori trattandoli, in ogni caso, come numeri e non come persone; i voti di scambio, troppo spesso utilizzati per continuare a governare a proprio comodo; i bavagli, alla stampa, ai diritti, alle proteste, che pure non si contano più al pari delle leggi ad personam; le cementificazioni selvagge che umiliano il nostro già martoriato territorio e che vengono imposte alle popolazioni residenti/resistenti senza alcun diritto di replica; le privatizzazioni che sottraggono risorse al pubblico per affidarle a privati senza scrupoli che in nome del profitto compiono innumerevoli soprusi. Sistematicamente ignorati da questi “conteggi” i diritti, le recriminazioni sociali e le proposte avanzate dal basso da sempre più persone insoddisfatte di una gestione del mondo assoggettata alla legge del profitto.

(cliccare qui per la gallery di Andrea Ranalli)

Si contrappone al pallottoliere una gru a simboleggiare la solidarietà con le lotte degli operai e dei nuovi migranti che ripercorrono strade, esperienze e battaglie dei lavoratori che li hanno preceduti. Si legge sul contrappeso “Siamo tutti sulla gru” a sottolineare la condivisione di lotte sociali che non fanno altro che ribadire diritti che dovrebbero essere acquisiti, ma per far valere i quali si è costretti continuamente a dover scendere in piazza, alzare la voce o salire sulle gru per tornare a far contare le proprie giuste ragioni. Al gancio della gru sono dunque appesi le bandiere e i simboli dei movimenti dal basso che condividiamo e promuoviamo come efficace risposta alla tracotanza del potere. Le bandiere dei NO TAV o dei No dal Molin, accanto agli striscioni dei movimenti per la ripubblicizzazione dell’acqua e per un ciclo virtuoso dei rifiuti, le produzioni dal basso e uno spaccato di  quella moltitudine di realtà e di pratiche in grado di costruire e far camminare un altro mondo possibile. Ai piedi della gru, un fiore, un sole, una bicicletta: a consacrare l’armonia con la natura e il rispetto dell’ambiente necessari affinché la terra ci sostenga.

Insetto emblematico, scelto dal GRIDAS per quest’anno, era ‘o pappece (il tonchio Sitophilus granarius): in riferimento al detto napoletano che lo rende capace, con la sua tenacia, di perforare il guscio di una noce, fu preso in prestito dal coordinamento antiG7 del ‘94 (‘o vertice e i pappeci) e qui, in occasione anche del percorso di riflessione verso Genova 2011 “Loro la crisi, noi la speranza”, alloggiato sulla gru sta a simboleggiare tutte quelle realtà che, anche se piccole, unite e con tenacia e perseveranza sono in grado di scardinare i grandi sistemi egemonizzanti: appunto le piccole voci della protesta che vorremmo amplificare ponendole “sulla gru”.

Ad aprire il corteo, anche per quest’anno, il totem della Rosa dei Venti, ristrutturata e arricchita di nuovi nomi: la “stella” reca scritti persone e valori che, in luogo dei punti cardinali, ci indicano un percorso di coerenza di cui seguire le tracce per costruire un mondo migliore e più giusto. Sul totem prendono posto anche il titolo del corteo e i partecipanti che ormai stabilmente fanno camminare da 29 anni questo tradizionale appuntamento di Scampia.

Si sono uniti al corteo i bambini della ludoteca Vulimme pazzia’ di Secondigliano e il Gruppo Scout Napoli 14; il muro a colori del Centro Territoriale Mammut e i “tesori” de “La casa del Bambino” di Castelvolturno; l’associazione Vo.di.Sca. con lo slogan “Contro la spartizione la condivisione”, riferito a creative commons, open source, ecc. e i “sacchetti vaganti” del coordinamento pro rifiuti zero…

(cliccare qui per la gallery di Guillermo Luna)

Anche quest’anno, ha vegliato sul corteo San Ghetto Martire, protettore delle periferie, corredato dal fumetto “Il GRIDAS non si tocca!” per la campagna in sostegno del GRIDAS e per il mantenimento della sua storica sede che ha mobilitato lo scorso giugno centinaia di persone e realtà in tutta Italia. Parodia di chi si affida ai santi per risolvere i propri e altrui problemi anziché ricercare “in terra” le cause delle ingiustizie sociali, quest’anno era arricchito dalla canzone “Viva San Ghetto”, parodia della “Viva Sant’Eusebio” cantata nel film “Per grazia ricevuta”.

Per il quarto anno consecutivo, il corteo si è concluso al Campo Rom di via Cupa Perillo, per quel consolidato rapporto di amicizia e collaborazione che ci lega ai concittadini rom con i quali lavorano da anni diverse realtà di Scampia. Quest’anno la conclusione del corteo al Campo rom si arricchiva di due significati: salutere la neonata cooperativa di cucina Kumpania e tenere vigile l’attenzione su un luogo abbandonato dalle istituzioni e su cui grava la preoccupante decisione di instaurare una discarica.

Al corteo hanno partecipato: il GRIDAS, l’associazione Chi rom e…chi no, l’associazione rom “Asunen Romalen”, il Circolo Legambiente “La Gru”, la Comunità di base del Cassano, l’associazione “Scuola di Pace”, la compagnia “Delirio creativo“, il Centro Territoriale Mammut,  l’educativa territoriale “La voce dei luoghi”  coordinata dalla cooperativa “L’uomo e il legno”, l’associazione Vo.di.Sca., il Centro Hurtado, il Gruppo Scout Napoli 14, l’associazione “Laboriosi – Uno spazio aperto” di Saviano, l’associazione Arcoiris Onlus – Ludoteca di Secondigliano Vulimmo pazzia’, l’Ass. Le barbe della Gioconda – ReLaJo Italia,  “La casa del bambino” dal 1° carnevale di Castelvolturno (lunedì 7 marzo – info: 0823.853283), le biciclette della Critical Mass…  . ..e tanti altri…

Andrea Ranalli/S4C

Ecco una versione – a dimensioni compatte – delle due gallerie:

[iframe http://www.s4c.it/slides/carnevalescampia_ranalli 100% 800px]

—————-

[iframe http://www.s4c.it/slides/carnevalescampia_luna 100% 800px]



There is 1 comment

Add yours
  1. Marco

    Bellissimo reportage fotografico e ottima sintesi testuale, davvero un bel pezzo di giornalismo che spazia felicemente dal particolare al generale, grazie della condivisione!


Post a new comment

6 + eleven =